Pagamenti pensioni ottobre 2026: quando arrivano, cedolino e somme aggiuntive 

Redazione

17 Settembre 2026

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3. Pensioni di ottobre 2026, le principali novità

3.1 Le somme aggiuntive in arrivo a ottobre

Da ottobre 2026 l’INPS inizierà a riconoscere nuovi benefici fiscali ad alcune persone che hanno terminato il rapporto di lavoro ma ricevono ancora una prestazione che accompagna verso la pensione ordinaria.

Non si tratta di un aumento generalizzato delle pensioni. È invece l’applicazione delle misure fiscali previste dalla Legge di Bilancio 2025, che possono tradursi in un importo netto più alto per chi riceve trattamenti sostitutivi del reddito da lavoro dipendente.

L’INPS, con le istruzioni diffuse il 14 settembre 2026, ha chiarito che il beneficio non spetta indistintamente a tutti i pensionati. Le agevolazioni sono destinate ai titolari di determinate prestazioni non pensionistiche, soggette a tassazione ordinaria e considerate sostitutive dello stipendio.

Le misure previste sono due:

  • Una somma non imponibile, rivolta ai contribuenti con reddito complessivo annuo fino a 20.000 euro
  • Un’ulteriore detrazione dall’imposta lorda, prevista per redditi superiori a 20.000 euro e fino a 40.000 euro.

Le due agevolazioni non si sommano. Sarà l’INPS, in qualità di sostituto d’imposta, a individuare automaticamente il beneficio spettante sulla base dei redditi conosciuti. Non occorre quindi presentare una domanda.

3.1.1 Quanto spetta con la somma non imponibile

La somma non imponibile è rivolta ai titolari con reddito complessivo non superiore a 20.000 euro annui. Il calcolo viene effettuato applicando una percentuale al reddito da lavoro dipendente o alla prestazione che lo sostituisce


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Le percentuali previste sono:

  • 7,1% per redditi da lavoro dipendente fino a 8.500 euro
  • 5,3% per redditi superiori a 8.500 euro e fino a 15.000 euro
  • 4,8% per redditi superiori a 15.000 euro.

Il beneficio non entra nella base imponibile e non viene quindi sottoposto a ulteriore tassazione. Può essere riconosciuto anche se il contribuente non ha capienza fiscale, cioè anche se l’imposta lorda non è sufficiente ad assorbire una normale detrazione.

3.1.2 Come funziona la detrazione aggiuntiva

L’ulteriore detrazione si applica invece a chi riceve una prestazione sostitutiva del reddito da lavoro e possiede un reddito complessivo annuo superiore a 20.000 euro, ma inferiore a 40.000 euro. In particolare:

  • Per chi ha un reddito oltre 20.000 euro e fino a 32.000 euro, la detrazione aggiuntiva è pari a 1.000 euro.
  • Per i contribuenti con reddito superiore a 32.000 euro e fino a 40.000 euro, l’importo diminuisce progressivamente. In sostanza, più il reddito si avvicina a 40.000 euro, più la detrazione si riduce, fino ad azzerarsi una volta raggiunta quella soglia.

A differenza della somma non imponibile, questa agevolazione richiede la presenza di capienza fiscale. Significa che il beneficio può essere utilizzato soltanto nei limiti dell’Irpef lorda dovuta dal contribuente, considerando anche le altre detrazioni spettanti.

3.1.3 Chi può ricevere i bonus fiscali

Le nuove misure fiscali non vengono applicate alle pensioni ordinarie in quanto tali, né alle pensioni integrative e complementari. Possono invece interessare prestazioni che sostituiscono il reddito da lavoro dipendente e che accompagnano il lavoratore verso il pensionamento.

Rientrano tra i trattamenti interessati:

  • Ape Sociale
  • Isopensione
  • Assegni straordinari destinati ai lavoratori dei settori bancario e assicurativo
  • Indennità riconosciute nell’ambito dei contratti di espansione.

Il beneficio può spettare anche a chi percepisce contemporaneamente una prestazione sostitutiva del reddito da lavoro e una pensione. In questo caso, la pensione non esclude automaticamente l’agevolazione, ma i due trattamenti vengono sommati per determinare il reddito complessivo e, quindi, la fascia di beneficio applicabile.

3.1.4 Da ottobre in arrivo anche gli arretrati

Con la rata di ottobre 2026 l’INPS riconoscerà la somma non imponibile e, per chi ne ha diritto, anche gli arretrati maturati dal 1° gennaio 2026

Il funzionamento è diverso per la detrazione aggiuntiva. Dopo l’avvio, l’importo verrà riconosciuto con cadenza mensile. Le somme maturate nel periodo da gennaio a ottobre saranno invece definite nel conguaglio fiscale di fine anno, quando l’INPS avrà un quadro più completo del reddito complessivo e delle detrazioni spettanti.

3.2 Altri rimborsi e trattenute sulla pensione di ottobre 2026

Anche a ottobre proseguono le operazioni di conguaglio del modello 730/2026, relativo ai redditi del 2025. I pensionati che hanno indicato l’INPS come sostituto d’imposta possono ricevere un rimborso oppure subire una trattenuta, a seconda del risultato della dichiarazione.

Il modello 730 permette infatti all’Agenzia delle Entrate di ricalcolare l’Irpef effettivamente dovuta considerando detrazioni e deduzioni, come spese sanitarie, interessi del mutuo, interventi edilizi, assicurazioni e altre spese agevolabili.

Il conguaglio può essere:

  • A credito, se durante l’anno è stata trattenuta più Irpef del dovuto
  • A debito, se l’imposta dovuta risulta maggiore rispetto a quella già versata attraverso le trattenute.

I tempi del rimborso dipendono dalla data in cui è stato presentato il 730. Chi ha inviato la dichiarazione entro maggio può aver ricevuto il credito già ad agosto. Per i modelli trasmessi a giugno, il rimborso può essere arrivato a settembre. Le dichiarazioni inviate successivamente possono invece generare il pagamento nel primo cedolino utile, spesso tra ottobre e novembre.

Quando dal 730 emerge invece un debito, l’INPS recupera direttamente l’imposta dalla pensione. Per assegni pensionistici fino a 18.000 euro annui, se il debito supera 100 euro, il recupero viene normalmente suddiviso in rate comprese tra maggio e novembre 2026. In questo modo l’intera somma non viene trattenuta in un’unica mensilità.

Sul netto di ottobre continueranno inoltre a incidere le addizionali Irpef regionali e comunali, riferite ai redditi dell’anno precedente e trattenute durante l’anno in corso.

Dal rateo di agosto sono poi iniziati i recuperi destinati a una parte limitata di pensionati che hanno ricevuto prestazioni legate al reddito in via provvisoria e poi risultate non spettanti. I casi possono riguardare quattordicesima, maggiorazioni sociali, integrazioni al minimo e importo aggiuntivo di 154,94 euro.

La quattordicesima non dovuta viene recuperata, di norma, in 24 rate mensili. L’importo aggiuntivo di 154,94 euro viene invece recuperato in 12 rate. In ogni caso, i pensionati interessati da queste misure hanno già ricevuto una comunicazione specifica dall’INPS.