3. Pensioni di settembre 2026, le principali novità
Il tema centrale della pensione di settembre resta il conguaglio fiscale del modello 730/2026, riferito ai redditi del 2025. Le operazioni sono iniziate ad agosto per i pensionati che hanno presentato la dichiarazione nei tempi utili e hanno indicato l’INPS come sostituto d’imposta.
Il 730 consente all’Agenzia delle Entrate di calcolare l’imposta realmente dovuta dopo aver considerato detrazioni, deduzioni e spese dichiarate dal contribuente. Possono incidere, ad esempio, spese sanitarie, interessi sul mutuo, costi per lavori edilizi, bonus casa, assicurazioni e altre agevolazioni fiscali.
Il risultato può essere di due tipi:
- Conguaglio a credito, quando il pensionato ha versato più Irpef del dovuto e ha quindi diritto a un rimborso
- Conguaglio a debito, quando l’imposta già trattenuta non è sufficiente e l’INPS deve recuperare la somma residua direttamente dalla pensione.
La data in cui arriva il rimborso dipende soprattutto dal momento di trasmissione della dichiarazione. Chi ha inviato il 730 entro maggio può aver ottenuto il credito già con la rata di agosto. Per i modelli trasmessi a giugno, invece, il rimborso viene normalmente disposto sul cedolino di settembre.
Chi presenta la dichiarazione più tardi, fino alla scadenza del 30 settembre, potrà ricevere il rimborso nel primo cedolino utile successivo alle elaborazioni, spesso nei mesi di ottobre o novembre.
3.1 Trattenute sulla pensione: chi può riceverle
Non tutti i pensionati riceveranno un rimborso. Se dalla dichiarazione emerge un debito Irpef, l’INPS procede a recuperare l’imposta direttamente dalla rata pensionistica.
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Per le pensioni fino a 18.000 euro annui, quando il debito supera 100 euro, il recupero viene normalmente suddiviso in più rate, generalmente da maggio a novembre 2026. Questo sistema evita che l’intero importo venga sottratto da una sola pensione mensile.
Sul netto di settembre continueranno inoltre a incidere le addizionali regionali e comunali, calcolate sui redditi dell’anno precedente e trattenute nel corso dell’anno successivo. Si tratta di prelievi ordinari, ma possono contribuire a rendere la pensione netta più bassa rispetto ai mesi in cui tali trattenute non erano presenti.
Da agosto 2026 sono poi partiti recuperi per una parte limitata di pensionati che hanno ricevuto in via provvisoria prestazioni collegate al reddito e non hanno successivamente dimostrato di possedere i requisiti richiesti. I casi possono riguardare quattordicesima, maggiorazioni sociali, integrazioni al minimo e importo aggiuntivo di 154,94 euro.
La quattordicesima non dovuta viene recuperata, di norma, in 24 rate mensili, mentre l’importo aggiuntivo di 154,94 euro viene ripartito in 12 rate. I pensionati interessati hanno ricevuto una comunicazione specifica dall’INPS.