Ogni anno milioni di contribuenti italiani presentano la dichiarazione dei redditi per determinare il saldo delle imposte dovute. In molti casi, a seguito di detrazioni e deduzioni, il contribuente ha diritto a un rimborso fiscale per le imposte versate in eccesso.
Per chi presenta il modello 730, il rimborso viene generalmente erogato direttamente in busta paga o sulla pensione, mentre per chi utilizza il modello Redditi PF, il rimborso è gestito dall’Agenzia delle Entrate. Ma come avviene esattamente il rimborso? Quali sono le tempistiche? E cosa fare se il pagamento non arriva nei tempi previsti?
Chi ha diritto al rimborso del 730?
Il rimborso spetta ai contribuenti che, sulla base della dichiarazione dei redditi, risultano aver pagato più imposte di quelle effettivamente dovute. Questo può avvenire per vari motivi, tra cui:
- l’applicazione di detrazioni fiscali superiori all’imposta dovuta;
- il pagamento di acconti eccessivi nell’anno precedente;
- la presenza di crediti d’imposta non utilizzati.
Hanno diritto al rimborso 730:
- lavoratori dipendenti, che ricevono il rimborso direttamente in busta paga;
- pensionati, che ottengono il rimborso con l’assegno pensionistico;
- contribuenti senza sostituto d’imposta, che ricevono il rimborso direttamente dall’Agenzia delle Entrate.
Come viene pagato il rimborso 730 nel 2025?
Il rimborso può essere erogato con diverse modalità, a seconda della situazione fiscale del contribuente. Le principali modalità di pagamento sono:
- tramite il datore di lavoro o l’ente pensionistico, che accreditano il rimborso direttamente in busta paga o sulla pensione;
- con accredito su conto corrente bancario o postale, per i contribuenti senza sostituto d’imposta che hanno fornito l’IBAN all’Agenzia delle Entrate;
- con assegno vidimato di Poste Italiane, nel caso in cui il contribuente non abbia fornito le coordinate bancarie.
Gli assegni vidimati possono essere:
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- versati su un conto corrente bancario o postale ;
- incassati in contanti presso qualsiasi ufficio postale.
Prima di autorizzare il pagamento in contanti, Poste Italiane verifica:
- che l’assegno sia stato effettivamente consegnato al beneficiario;
- che il titolo sia ancora valido e non scaduto;
- l’identità di chi presenta l’assegno all’incasso;
- che tutti i dati sull’assegno siano corretti e corrispondenti ai registri dell’Agenzia delle Entrate.
Se anche solo uno di questi elementi non è conforme, Poste Italiane può rifiutare il pagamento.
Quali sono le tempistiche per il rimborso 730 nel 2025?
Le tempistiche del rimborso dipendono da quando viene presentata la dichiarazione e dal canale di pagamento scelto.
Per l’anno 2025, le date previste per la presentazione del modello 730 sono:
- 20 maggio 2025 (data da confermare): apertura dell’invio del modello 730 precompilato;
- 30 settembre 2025: termine ultimo per la presentazione del modello.
Quando arriva il rimborso?
Il rimborso viene erogato nel mese successivo alla presentazione della dichiarazione. Ecco il calendario dettagliato:
Data di presentazione del 730 | Mese di rimborso in busta paga/pensione |
Fino al 31 maggio | Luglio/agosto |
1°-20 giugno | Agosto/settembre |
21 giugno-15 luglio | Settembre/ottobre |
16 luglio-31 agosto | Ottobre/novembre |
1°-30 settembre | Novembre/dicembre |
Per i pensionati, il rimborso è generalmente erogato nei mesi di agosto o settembre. Le date sono soggette a variazioni e ritardi, come già avvenuto per i rimborsi del 730 2024.
Cosa succede se il rimborso non arriva nei tempi previsti?
Se il rimborso non viene erogato nei tempi indicati, il contribuente può:
- controllare lo stato della propria dichiarazione accedendo al cassetto fiscale sul sito dell’Agenzia delle Entrate ;
- verificare il prospetto di liquidazione (730-3), che indica l’importo del rimborso spettante e la modalità di erogazione scelta ;
- accertarsi che l’IBAN comunicato sia corretto, per chi ha richiesto l’accredito su conto corrente ;
- contattare il sostituto d’imposta o l’ente pensionistico, nel caso in cui il rimborso sia a carico di questi ultimi.
Se il rimborso è in ritardo per controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate, è possibile che l’importo venga liquidato solo dopo verifiche più approfondite.
Il rimborso del modello 730 nel 2025 segue tempistiche precise, con erogazione a partire da luglio per i lavoratori dipendenti e da agosto per i pensionati. Per evitare ritardi, è importante inviare la dichiarazione nei tempi previsti e comunicare l’IBAN all’Agenzia delle Entrate.
Se il rimborso tarda ad arrivare, è possibile verificare lo stato della pratica accedendo al cassetto fiscale o contattando direttamente il sostituto d’imposta o l’ente pensionistico.
FAQ – Domande frequenti sul rimborso 730 2025
Quando arriva il rimborso del 730 nel 2025?
Il rimborso viene erogato generalmente a partire da luglio per chi presenta il modello entro maggio. Per chi lo invia successivamente, il rimborso avverrà nei mesi seguenti, fino a novembre/dicembre.
Come posso ricevere il rimborso sul conto corrente?
Per ottenere l’accredito diretto sul conto corrente, è necessario comunicare l’IBAN all’Agenzia delle Entrate tramite il sito web, gli sportelli territoriali o il proprio cassetto fiscale.
Cosa succede se il datore di lavoro non effettua il rimborso?
Se il rimborso non è stato accreditato in busta paga, il contribuente deve controllare la busta paga e, se necessario, chiedere chiarimenti al proprio datore di lavoro o ente pensionistico.
Il rimborso può essere rateizzato?
No, il rimborso del 730 viene erogato in un’unica soluzione. Tuttavia, se dalla dichiarazione risultano imposte da versare, queste possono essere pagate a rate.
L’Agenzia delle Entrate può bloccare il rimborso?
Sì, l’Agenzia delle Entrate può effettuare controlli preventivi sulla dichiarazione. Questo avviene in particolare se il rimborso è superiore a 4.000 euro o se emergono elementi di incoerenza. In questi casi, l’erogazione potrebbe subire ritardi.