La possibilità di recuperare i contributi pagati per errore (o oltre il dovuto) passa da un nuovo sportello digitale. L’INPS ha infatti attivato la Domanda Rimborso Unico, il servizio che riunisce le richieste di restituzione delle somme indebitamente versate. La novità riguarda, in questa prima fase, gli iscritti alla Gestione separata, ma verrà estesa progressivamente a tutte le gestioni previdenziali INPS: professionisti, collaboratori e committenti devono quindi utilizzare la nuova procedura, che sostituisce i precedenti canali di trasmissione.
L’obiettivo del nuovo servizio è concentrare in un unico ambiente digitale sia la presentazione delle domande di rimborso che la consultazione del loro stato di lavorazione. Ecco qui sotto tutti i dettagli da conoscere.
Rimborso contributi INPS, cosa cambia con il nuovo servizio Domanda Rimborso Unico
L’attivazione del servizio è stata comunicata dall’INPS con il messaggio n. 3247 del 13 ottobre. Il progetto prevede un’estensione progressiva alle altre gestioni previdenziali dell’Istituto, ma l’operatività iniziale è limitata alla Gestione separata.
Per gli utenti interessati, la piattaforma permette di seguire la pratica di rimborso senza doversi affidare a servizi distinti. Nella stessa area si possono visualizzare le richieste già inviate, controllare gli aggiornamenti e riprendere le domande salvate in bozza. La pagina iniziale mette inoltre a disposizione informazioni amministrative e contatti per segnalare eventuali problemi tecnici.
Chi può chiedere la restituzione dei contributi
Il servizio si rivolge ai titolari di una posizione contributiva nella Gestione separata che abbiano somme da recuperare. Tra i soggetti interessati rientrano:
- Professionisti con redditi di lavoro autonomo
- Committenti che hanno effettuato versamenti duplicati, applicato un’aliquota non corretta o pagato importi superiori a quelli dovuti.
- Lavoratori parasubordinati.
Una situazione specifica riguarda il superamento del massimale annuo, cioè del limite della base contributiva oltre il quale i contributi non sono più dovuti. In questo caso possono presentare richiesta sia il committente che il lavoratore parasubordinato, ciascuno per la parte rimasta effettivamente a proprio carico: due terzi per il primo e un terzo per il secondo.
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Quali somme possono essere rimborsate
Le tipologie di rimborso previste sono quattro e rispondono a circostanze differenti:
- Versamento errato: comprende le somme pagate per sbaglio o in misura superiore al dovuto
- Credito da dichiarazione: riguarda il credito risultante dalla dichiarazione dei redditi e non utilizzato in compensazione entro il 31 dicembre dell’anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione
- Superamento del massimale: interessa la contribuzione versata oltre il limite annuo
- Altra Cassa: riguarda i contributi versati alla Gestione separata quando erano invece dovuti a un’altra Cassa professionale.
Non tutte le domande nascono, dunque, dallo stesso problema. Un pagamento ripetuto due volte, un’eccedenza emersa dalla dichiarazione e il superamento del tetto contributivo sono situazioni distinte, anche se adesso confluiscono nello stesso servizio.
Come presentare la domanda online
La richiesta deve essere trasmessa telematicamente, e il contribuente può procedere direttamente oppure affidarsi a un intermediario abilitato, come un consulente del lavoro o un altro professionista autorizzato.
Il percorso di accesso passa dal Cassetto previdenziale del contribuente, attraverso una delle seguenti credenziali: Spid almeno di livello 2, Cie di livello 3, Cns oppure eIdas. Dopo l’ingresso nell’area riservata, bisogna selezionare “Altri Servizi” e poi “Domanda Rimborso Unico”.
Dalla schermata iniziale è possibile avviare una nuova richiesta oppure consultare quelle già presenti. Inoltre il manuale utente, accessibile dalla scheda presente nella pagina in alto a destra, resta disponibile durante tutto l’utilizzo della procedura.
Quale causale selezionare
Nella prima fase di funzionamento, il sistema propone tre macro-causali:
- “Gestione Separata – Committenti per superamento del massimale”
- “Gestione Separata – Parasubordinati”
- “Altro”.
La voce “Altro” comprende le richieste che non dipendono dal superamento del massimale, come il recupero di somme versate con un’aliquota sbagliata o delle eccedenze risultanti dalla dichiarazione dei redditi di un professionista.
La nuova procedura, inoltre, adatta la domanda al profilo dell’utente e segnala alcune incongruenze. Può accadere, per esempio, quando un parasubordinato non presenta contribuzione nella Gestione separata oppure quando un committente seleziona il rimborso per superamento del massimale senza che risultino somme disponibili.
Committente e collaboratore: come si dividono le richieste
Quando i contributi superano il limite annuo, il committente presenta una richiesta di rimborso per ciascun collaboratore interessato, limitatamente alla propria quota eccedente. Il lavoratore, invece, può chiedere con una sola domanda il rimborso complessivo della quota a suo carico versata oltre il tetto da tutti i committenti.
È un passaggio particolarmente rilevante per chi ha in atto più collaborazioni: l’eccedenza può infatti dipendere dalla somma dei compensi ricevuti da soggetti diversi. La nuova piattaforma, quindi, riunisce in un unico luogo il canale di presentazione delle domande, ma mantiene separate le somme spettanti a ciascuna parte e le relative richieste di restituzione.