L’Assegno di Inclusione (ADI) è un sostegno economico destinato alle famiglie in condizioni di fragilità, collegato a percorsi di inclusione sociale e lavorativa gestiti tramite piattaforma SIISL e patto di attivazione digitale (PAD). In alcuni casi, il beneficiario può decidere volontariamente di rinunciare al sussidio: è questa la cosiddetta procedura di rinuncia all’ADI. Ecco come funziona e quali sono tutti i passaggi da seguire.
Cos’è la rinuncia all’ADI e quando ha senso farla
Innanzitutto, la rinuncia all’Assegno di Inclusione non va confusa con la decadenza o la revoca:
- La revoca (che è la sanzione di più alto grado) consiste nell’annullamento del benefico sin dall’origine, solitamente a causa di dichiarazioni mendaci o documentazione falsa all’atto della domanda. In caso di false od omesse dichiarazioni, l’INPS può procedere anche al recupero delle somme già percepite.
- La decadenza interviene quando in corso di erogazione sono venuti meno uno o più requisiti o obblighi necessari per continuare a percepire l’Assegno di Inclusione. Non prevede il recupero delle somme già percepite.
- La rinuncia, invece, è una scelta del beneficiario, che comunica formalmente all’INPS di non volere più la prestazione.
Ulteriori dettagli sugli stati della domanda ADI sono presenti in una guida apposita, che abbiamo elaborato per sciogliere ogni possibile dubbio dei percettori.
Quanto alla rinuncia, è una strada da valutare solo in alcuni casi. Ad esempio, quando:
- Il nucleo ha trovato un lavoro stabile e non ha più bisogno del sostegno
- Sono venuti meno i requisiti economici e patrimoniali, e si preferisce chiudere il rapporto
- Si vogliono evitare sovrapposizioni con altre misure
- Gli obblighi da sostenere per mantenere l’ADI possono risultare difficili da gestire, o incompatibili con le proprie circostanze personali. Ecco alcuni esempi di questo caso particolare: un genitore unico o con difficoltà a gestire i figli piccoli potrebbe trovare complicato rispettare gli obblighi di partecipazione; i caregiver spesso non riescono a conciliare l’assistenza ai familiari con i programmi richiesti dal patto di attivazione; chi ha un lavoro precario o con orari flessibili potrebbe essere impossibilitato a rispettare appuntamenti legati agli obblighi previsti; in zone rurali o periferiche, le opportunità di inclusione lavorativa possono essere limitate, e rispettare gli obblighi potrebbe comportare disagi significativi; chi soffre di condizioni di salute che non giustificano un’esenzione totale potrebbe comunque trovare difficile aderire agli obblighi.
Il riferimento ufficiale: il modulo INPS SR206
La rinuncia all’ADI nel 2026 passa dall’utilizzo di un unico modello ufficiale: il modulo INPS SR206 “ADI – Rinuncia dei beneficiari all’assegno di inclusione“, disponibile al download sul sito INPS, nella sezione “Moduli”.
Nel modulo trovi, come mostrato nell’immagine qui sotto:
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- Dati anagrafici del richiedente da compilare (nome, cognome, luogo e data di nascita, residenza)
- Riferimenti della domanda ADI da inserire (data richiesta, numero di protocollo, data di riconoscimento della prestazione)
- La dichiarazione espressa di rinuncia alla prestazione
- L’avvertenza sugli effetti: blocco dell’erogazione dalla data della rinuncia ed eventuale restituzione di importi già erogati
- Lo spazio per la firma e la data, con riferimento all’obbligo di allegare il documento di identità.
È importante sottolineare che, secondo le avvertenze presenti nel modello, il beneficiario dichiara di essere consapevole che la rinuncia comporta il blocco della prestazione a partire dal momento in cui viene presentata e che eventuali somme già erogate devono essere restituite se la rinuncia non ha effetto immediato.
Come fare domanda di rinuncia all’ADI: la guida passo passo
1. Scaricare il modulo SR206
Il primo passaggio è accedere al sito INPS:
- Entra nella sezione “Moduli” e cerca “ADI – Rinuncia dei beneficiari all’assegno di inclusione” (codice SR206)
- Scarica il PDF del modulo sul tuo dispositivo.
In alternativa, puoi reperire il modulo di persona presso:
- Sedi INPS territoriali
- Patronati e CAF convenzionati, che spesso hanno il modello disponibile e ti assistono nella compilazione.
2. Compilare correttamente il modulo
Nella compilazione presta attenzione a questi punti chiave:
- Dati anagrafici: inserisci i tuoi dati esattamente come risultano nella domanda originaria di ADI.
- Riferimenti della domanda ADI: controlla e inserisci correttamente la data di presentazione della domanda, il numero di protocollo INPS della domanda ADI, la data di riconoscimento della prestazione (quando l’ADI è stata accolta).
- Dichiarazione di rinuncia: nella sezione centrale il modulo riporta la formula con cui dichiari di voler rinunciare all’assegno di inclusione. È la parte che dà efficacia all’istanza, quindi va letta con cura, specialmente laddove il testo chiarisce che la rinuncia comporta il blocco della prestazione dalla data della rinuncia e la possibile restituzione di importi indebitamente percepiti.
- Documento di identità: ricordati di allegare una copia del tuo documento in corso di validità, come richiesto espressamente dal modulo.
Compila il modulo in tutte le sue parti, evitando cancellature o campi lasciati incompleti. Se hai dubbi, è consigliabile farti assistere da un patronato: gli operatori conoscono la prassi INPS e possono aiutarti a evitare errori.
3. Presentare l’istanza all’INPS
Una volta compilato e firmato, il modulo SR206 deve essere presentato all’INPS. Le modalità operative possono variare leggermente a livello territoriale, ma in generale hai due strade alternative:
- Consegna presso la sede INPS competente: porta il modulo originale firmato, con allegata copia del documento; verifica eventuali indicazioni di sportello o ufficio.
- Invio tramite patronato/CAF: recati presso un patronato convenzionato; consegna il modulo e il documento; il patronato invierà l’istanza all’INPS secondo le procedure previste.
La rinuncia produce effetto dal momento della presentazione dell’istanza all’INPS, fatti salvi i diritti già maturati e le verifiche di compatibilità. È per questo che sul modulo viene specificata la consapevolezza del blocco della prestazione dalla data di rinuncia.
Cosa succede dopo la rinuncia: carta ADI, nuove domande e obblighi
Una volta che l’INPS registra la rinuncia:
- L’Assegno di Inclusione viene bloccato dalla decorrenza indicata
- La Carta ADI viene disattivata, con impossibilità di utilizzare ulteriori importi.
Se, per qualsiasi motivo, la rinuncia non dovesse essere applicata immediatamente, il beneficiario è tenuto a restituire le somme percepite successivamente alla rinuncia, come indicato nelle avvertenze del modulo SR206 e nelle prassi INPS.
Posso presentare una nuova domanda ADI dopo aver rinunciato?
Le schede INPS sull’ADI chiariscono che, se si torna in condizioni di fragilità e si rispettano di nuovo i requisiti, è possibile presentare una nuova domanda di Assegno di Inclusione, con le stesse modalità telematiche o tramite patronati previste per la prima richiesta. La rinuncia annulla la domanda precedente, ma non preclude in assoluto l’accesso futuro alla misura: si ricomincia però l’iter da capo, con nuova domanda, nuova verifica requisiti, nuovo collegamento con SIISL e PAD.
Va ricordato, infine, che resta l’obbligo generale di comunicare all’INPS ogni variazione delle condizioni che incidono su requisiti e mantenimento del beneficio, entro 15 giorni dall’evento modificativo, a pena di decadenza. La rinuncia è una forma “forte” di comunicazione: se la tua situazione è cambiata e non vuoi più percepire il sussidio, il modulo SR206 è lo strumento corretto per chiudere il rapporto in modo trasparente e conforme alle regole.