La rottamazione di Imu, Tari e multe sta per diventare realtà. La Legge 88-2026 – con conversione del Dl 38-2026 pubblicata in Gazzetta Ufficiale – introduce un’importante novità in materia di cartelle esattoriali. I cittadini avranno la possibilità di mettersi in regola risparmiando su sanzioni e interessi. La misura riguarda i debiti locali, ma l’adesione non è automatica: ogni Comune deve decidere se applicare lo stralcio oppure no. Per i contribuenti è quindi cruciale sapere in anticipo quali amministrazioni hanno aderito, e quali stanno valutando concretamente l’adozione misura. Ecco tutti i dettagli.
Come funziona la rottamazione per i debiti locali
La cosiddetta “rottamazione quinquies” estende la definizione agevolata includendo i debiti tributari e non tributari verso le amministrazioni locali: i cittadini possono dunque sanare le violazioni del codice della strada e le pendenze per Imu e Tari (con l’unica esclusione tassativa che riguarda i debiti derivanti da pronunce di condanna emesse dalla Corte dei Conti).
In pratica, la nuova normativa offre ai Comuni due strade distinte per azzerare sanzioni e interessi, conferendo grande flessibilità sulle modalità di incasso e sui piani di pagamento, ma resta fondamentale essere in regola con multe e tasse, vista anche la discussione in atto sul possibile stop ai bonus per chi non paga.
Le due modalità di rottamazione: date e requisiti
A seconda del modello adottato dall’ente territoriale di residenza, cambiano radicalmente le tempistiche, le regole di adesione e i piani di rientro per i debitori.
Il modello ‘preconfezionato’
La prima via consiste nell’estensione della misura agevolativa nazionale ai debiti locali. I Comuni in questo caso devono approvare un apposito provvedimento, pubblicarlo sul proprio sito istituzionale e trasmetterlo all’Agenzia delle Entrate-Riscossione entro il 30 giugno 2026.
Per chi risiede in queste municipalità, i tempi operativi sono ben definiti. L’ente della riscossione comunicherà i dati necessari per individuare i carichi definibili entro il 15 settembre 2026. Subito dopo, in una finestra compresa tra il 16 settembre e il 31 ottobre 2026, i cittadini dovranno presentare la dichiarazione formale di adesione.
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Il versamento delle somme dovute potrà avvenire in un’unica soluzione, con scadenza fissata al 31 gennaio 2027, oppure tramite un piano rateale che prevede un massimo di 54 rate bimestrali. Il calendario dei pagamenti per il 2027 seguirà scadenze precise:
- 31 gennaio
- 31 marzo
- 31 maggio
- 31 luglio
- 30 settembre
- 30 novembre
In caso di pagamento dilazionato, il legislatore ha previsto l’applicazione di interessi calcolati al 3% annuo.
Fino a questo momento, i Comuni che hanno confermato l’adozione di questa prima modalità includono Genova, Napoli e Palermo.
Il modello di definizione autonoma
La seconda possibilità deriva dall’ultima Legge di Bilancio e permette agli enti locali di creare una sanatoria su misura.
In questo scenario, le giunte comunali decidono liberamente le riduzioni di interessi e sanzioni, quante annualità passate inserire nell’agevolazione e il ritmo di pagamento, a condizione che i cittadini onorino integralmente il proprio debito originario.
Tra le amministrazioni cittadine che hanno già attivato o stanno valutando questa procedura troviamo:
- Torino: permette ai propri cittadini di sanare i debiti accumulati fino al 2020 concedendo pagamenti dilazionati in 36 mesi, con l’azzeramento totale di more e sanzioni.
- Bari: è in fase di approvazione un piano che includerà anche le pendenze più recenti, arrivando a coprire i debiti fino al 2024.
Possibili via libera a questo modello autonomo sono attualmente in discussione anche presso i comuni di Roma, Napoli, Forlì e Pesaro.
I Comuni che non applicheranno le agevolazioni
Molte amministrazioni hanno invece scelto la linea del rigore finanziario e non concederanno rottamazioni. I cittadini residenti a Milano, Bologna e Firenze, a causa dell’estrema prudenza confermata dalle rispettive giunte, non potranno usufruire di alcuna agevolazione fiscale.
Un analogo rifiuto allo stralcio delle vecchie cartelle per i tributi locali è giunto anche dalle amministrazioni comunali di Brescia, Ravenna, Livorno e Perugia. In tutti questi territori, i contribuenti saranno perciò tenuti a saldare l’intero importo del debito, comprensivo di ogni sanzione e interesse di mora maturato.