Bando fondi affitti 2026 regione per regione: ecco dove è attivo

Redazione

21 Luglio 2026

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Il bando fondi affitti presenta caratteristiche disomogenee, che dipendono dall’autorità di ciascuna Regione (o Comune). Non esiste infatti su base nazionale un Fondo affitti destinato alle persone meno abbienti, e ciascuna Regione decide autonomamente. Ecco tutti i dettagli aggiornati al 2026.

Bando fondi affitti: dove è attivo?

Il bando fondi affitti non è attivo in tutte le Regioni al momento. Purtroppo, in alcune di esse i fondi non sono stati rinnovati, e dunque è già da qualche anno che il bando non viene riproposto. Vediamo ora la mappa di quello che accade nel 2026 regione per regione.

Emilia Romagna (attivo)

L’Emilia Romagna ha approvato il Bando Fondo Affitto 2026 con DGR n. 758 del 18/05/2026. Il Bando stanzia 10 milioni di euro per aiutare le famiglie in difficoltà con il canone di locazione, riconoscendo un contributo tra il 20% e il 25% del canone annuo (fino a 1.500/2.000 euro) ai nuclei con ISEE fino a 8.000 euro e affitto con incidenza almeno del 25% sull’ISR. La domanda deve essere inviata esclusivamente online dalle ore 12 del 22 settembre alle ore 12 del 20 ottobre 2026. L’apposito link alla piattaforma per fare richiesta verrà reso disponibile poco prima dell’apertura del Bando. Trovi tutti i dettagli sull’agevolazione qui.

Sicilia (attivo)

Anche in Sicilia il contributo affitto viene erogato con una certa continuità, sebbene i bandi non seguano una cadenza annuale fissa e i termini tendano ad accumularsi rispetto agli anni di riferimento.

La novità più recente è l’Avviso pubblico 2026 approvato dalla Regione Siciliana con DDG n. 1100 del 01/04/2026. Il contributo — fino a 3.000 euro annui — è destinato ai nuclei familiari composti da almeno 3 persone con ISEE non superiore a 10.000 euro e titolari di un contratto di locazione regolarmente registrato. Le domande si presentano tramite il proprio Comune di residenza, all’ufficio dei Servizi Sociali, compilando l’apposito modello di istanza. I Comuni hanno un ruolo centrale nella raccolta e nella verifica delle domande prima dell’assegnazione definitiva dei contributi. A Palermo è possibile fare riferimento all’avviso pubblicato sul sito del Comune.

Lazio (attivo per il 2025)

Denominato Fondo di sostegno alla locazione, consiste nello stanziamento di risorse regionali (per il 2025 esplicitamente indicate) destinate a contributi integrativi a favore degli inquilini per il pagamento dei canoni di affitto. Operativamente, tutti i Comuni del Lazio che intendono utilizzare tali risorse, sulla base di specifiche linee guida regionali, pubblicano un proprio bando, raccolgono le domande dei cittadini in possesso dei requisiti, redigono la graduatoria, compilano una scheda di rendicontazione in PDF non modificabile e la trasmettono alla Regione via PEC all’indirizzo aiutoaffitto@pec.regione.lazio.it. Mentre i cittadini interessati presentano domanda esclusivamente al Comune, non alla Regione, partecipando al bando comunale.


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La misura è stata storicamente ripetuta per diverse annualità (2011, 2014, 2015, 2016, 2019, 2021, 2022, 2024, 2025) ed è gestita dall’Area Edilizia Residenziale Sovvenzionata con contatti e recapiti specifici indicati nella scheda informativa. A Roma il contributo arriva fino a 2.000€.

Calabria (attivo)

Nel 2026 la Regione Calabria ha stanziato 9 milioni di euro per bonus specifici fino a 300 euro al mese (con ISEE fino a 17.000 euro), gestiti tramite gli Ambiti Territoriali Sociali.

Piemonte (parzialmente attivo)

In Piemonte il Fondo nazionale per il sostegno alla locazione (art. 11, L. 431/1998) è attualmente sospeso. La sospensione non è recente: a partire dall’annualità 2023 il Ministero competente ha smesso di ripartire le risorse alle Regioni, e la Regione Piemonte non ha attivato bandi regionali sostitutivi.

Tuttavia, la Regione ha introdotto uno strumento alternativo per chi è in difficoltà con il pagamento dell’affitto: le Agenzie Sociali per la Locazione (ASLo). Si tratta di sportelli comunali — attivabili su base volontaria dai singoli Comuni — che favoriscono la mobilità abitativa attraverso la stipula di contratti a canone concordato. Il sistema prevede due tipologie di contributo a fondo perduto:

  • Per l’inquilino (locatario): il contributo varia in base all’ISEE e copre fino a 8 mensilità del canone per chi ha un ISEE inferiore a 6.400 euro, 6 mensilità per ISEE tra 6.400 e 10.600 euro, e 4 mensilità per ISEE tra 10.600 e 26.000 euro.
  • Per il proprietario (locatore): è previsto un contributo una tantum da 1.500 fino a 3.000 euro in base alla durata del contratto stipulato (da 3+2 a 6+2 anni).

Per accedere al contributo tramite ASLo, il richiedente deve avere un ISEE non superiore a 26.000 euro, la residenza o attività lavorativa nel Comune da almeno un anno, e non essere proprietario di altri immobili adeguati sul territorio nazionale. Poiché l’adesione dei Comuni è volontaria, è indispensabile verificare se il proprio Comune ha attivato lo sportello ASLo, consultando il portale della Regione Piemonte o contattando direttamente il Comune di residenza.

Friuli Venezia Giulia (attivo)

Come ci suggerisce il sito istituzionale del Friuli il bando affitti in questo caso è annuale. Inoltre è su base Comunale e Regionale congiuntamente: sono i Comuni a presentare alla Regione le liste dei richiedenti, quindi ciascun interessato deve rivolgersi direttamente al proprio Comune di appartenenza.

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Come si legge sul sito della Regione, “ogni anno i Comuni della regione emanano appositi bandi per raccogliere le domande di contributo dei privati cittadini a sostegno dei canoni di locazione pagati l’anno precedente. La domanda deve essere presentata, nel periodo in cui sono aperti i bandi, al Comune ove si ha la residenza, anche se il contributo viene chiesto per i canoni di locazione di alloggi siti in altri comuni del territorio regionale. In tali bandi sono, tra l’altro, indicati i requisiti che devono essere posseduti dai beneficiari, le modalità ed il termine ultimo di presentazione delle domande”.

Per l’anno in corso, risultano attivi i bandi comunali 2026 riferiti ai canoni pagati nel 2025. Si consigli perciò di consultare i siti dei singoli Comuni per avere una panoramica più chiara sui singoli bandi.

Lombardia (attivo)

In Lombardia il sostegno all’affitto si articola su due livelli distinti: uno regionale e uno comunale, che possono coesistere ma non cumularsi.

A livello regionale, la misura di riferimento per il 2026 è la “Misura Unica Affitto”, che include il programma PerlAffitto. Si tratta di un contributo a fondo perduto rivolto ai nuclei familiari in difficoltà economica, con un ISEE 2026 non superiore a 26.000 euro e un regolare contratto di locazione registrato. Per accedervi è necessario risiedere nell’alloggio da almeno 6-8 mesi prima della pubblicazione del bando, non essere proprietari di altri immobili adeguati in Regione Lombardia e trovarsi in una situazione di sopravvenuta difficoltà economica — ad esempio per perdita del lavoro, mancato rinnovo di contratti a termine, cassa integrazione o cessazione di attività.

Il contributo viene erogato direttamente al proprietario dell’immobile e copre fino a un massimo di 4 mensilità del canone, con un tetto di 3.600 euro per contratto. A seconda del livello di difficoltà economica documentata, l’importo può variare da 1.850 euro per i nuclei in stato di indigenza (ISEE sotto i 3.000 euro) a 2.700 euro per le famiglie con difficoltà economica comprovata. Il programma PerlAffitto è attuato tramite bandi locali dei Comuni e degli Ambiti Territoriali, con domande che vengono raccolte solitamente tra febbraio e marzo; per il 2026 la cornice regionale è prorogata fino al 31 dicembre 2026.

A livello comunale, la Regione Lombardia ha inoltre messo a disposizione degli Ambiti Territoriali 2,5 milioni di euro per ulteriori interventi di sostegno alla locazione privata, sempre fino al 31 dicembre 2026. E il Comune di Milano prevede in aggiunta un contributo di 3.000 euro all’anno, per tre anni, destinato a nuclei con almeno un componente under 35, nascita o adozione di un figlio a partire dal 1° gennaio 2026, e ISEE non superiore a 30.000 euro.

Per conoscere le date precise di apertura del bando nel proprio Comune, è necessario monitorare il sito istituzionale del proprio Comune o Ambito Territoriale di appartenenza, o consultare la pagina dedicata sul portale di Regione Lombardia.

Liguria (attivo)

In Liguria il Fondo Sociale Affitti (FSA) è tornato attivo nel 2026, dopo un periodo di sospensione. Va precisato che il sito istituzionale della Regione non è ancora aggiornato a riflettere questa riapertura, ma i bandi comunali sono stati pubblicati e le domande sono state raccolte: a Genova, ad esempio, il Bando FSA 2026 è stato pubblicato il 2 marzo 2026 con scadenza domande fissata al 15 aprile 2026.

Il contributo è rivolto ai nuclei familiari in difficoltà con il pagamento del canone di locazione, in possesso (nel caso esemplificativo di Genova) dei seguenti requisiti principali:

  • ISEE 2026 (riferito ai redditi 2024) non superiore a 9.000 euro
  • Residenza anagrafica nel Comune almeno dal 1° gennaio 2025
  • Contratto di locazione ad uso abitativo registrato (tipologie 3+2 o 4+4), con canone annuo non superiore a 6.000 euro (500 euro al mese)
  • Superficie dell’alloggio non superiore a 110 mq (120 mq per famiglie con più di 5 componenti)
  • Nessuna proprietà di altri immobili adeguati sul territorio della Città Metropolitana.

Il contributo erogabile va da un minimo di 300 euro a un massimo di 2.400 euro. La procedura di domanda è gestita online tramite il portale FILSE, attivo dal 15 ottobre 2025 con una nuova procedura digitalizzata.

Poiché la gestione è in capo ai singoli Comuni, i requisiti specifici, le date di apertura dei bandi e gli importi massimi possono variare leggermente da Comune a Comune. Si consiglia di contattare il proprio Comune di residenza o monitorare la pagina del FSA sul portale della Regione Liguria per eventuali aggiornamenti.

Valle d’Aosta (attivo fino a inizio 2026)

La Valle d’Aosta ha introdotto il contributo “Sostegno alla locazione 2025”, un aiuto economico per gli affittuari residenti, con ISEE 2025 fino a 12.500 euro, che nel 2025 sono stati intestatari di uno o più contratti di locazione abitativa registrati su immobili situati nel territorio regionale e vi hanno avuto residenza, suddivisi in Fascia A (fino a 7.500 euro) e Fascia B (fino a 12.500 euro).

La domanda andava presentata esclusivamente online sulla piattaforma SISLO, tramite SPID, CNS o CIE, da uno degli intestatari del contratto o da un delegato maggiorenne, nel periodo dal 12 gennaio 2026, ore 9:00, al 4 marzo 2026, ore 16:59:59.

La procedura è definitiva (non si può ritirare né reinviare la domanda), e sono previsti controlli d’ufficio anche tramite Agenzia delle Entrate e INPS. Il contributo viene erogato solo a chi rientra nei requisiti, in ordine di ISEE dal più basso al più alto, nei limiti del bilancio, con comunicazione dell’importo via email dopo il provvedimento di concessione.

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Trentino Alto Adige (attivo)

Essendo una Regione a statuto speciale, il Trentino adotta procedure proprie, determinate dalla sua autonomia particolare, e non esiste un bando fondi affitti nel senso tradizionale del termine. Le misure attive nel 2026 sono sostanzialmente due, con finalità distinte.

La prima è il Contributo integrativo alla locazione sul libero mercato, misura strutturale gestita dalle singole Comunità di Valle e dal Territorio Val d’Adige (Comune di Trento). Si tratta di un contributo mensile che varia da un minimo di 40 euro a un massimo di 300 euro al mese, calcolato in base alla condizione economica del nucleo familiare tramite l’indicatore ICEF (non ISEE), e non può superare il 50% del canone mensile. La domanda si presenta annualmente in modalità online tramite la Stanza del Cittadino; per l’edizione 2026 le graduatorie del Comune di Trento sono già state approvate, mentre alcune Comunità di Valle hanno raccolto le domande tra gennaio e febbraio 2026. Per le edizioni future è consigliabile monitorare il sito della propria Comunità di Valle o del Comune di Trento.

La seconda misura, più recente, è il contributo per il sostegno al pagamento dei canoni di locazione nelle zone periferiche e svantaggiate, introdotto per incentivare il ripopolamento dei comuni montani. Il contributo è pari a 3.000 euro annui per 3 anni e può essere maggiorato fino a 500 euro in presenza di nuclei giovani (under 40), famiglie numerose (almeno 3 figli) o componenti con invalidità superiore al 75%. Possono accedervi i nuclei familiari che, dal 13 settembre 2025, stipulano un contratto di locazione sul libero mercato (durata minima 3 anni) in uno dei comuni elencati nell’allegato al bando, trasferendovi la residenza anagrafica e provenendo da un comune diverso. Le domande si presentano all’Ente locale sul cui territorio è ubicato l’alloggio, dal 22 settembre 2025 al 31 agosto 2026. Ulteriori informazioni sull’aiuto sono disponibili sull’app bonusepagamenti.it.

Per entrambe le misure è necessario non essere proprietari di altri alloggi adeguati e avere la cittadinanza italiana, UE, o un permesso di soggiorno valido.

Campania (attivo)

La Campania nel 2026 non ha un classico bando fondo affitti, ma ha attivato il Fondo Regionale di Contrasto all’Emergenza Abitativa, le cui linee guida regionali sono state approvate a fine 2025. Ogni Comune è tenuto a pubblicare entro il 31 gennaio un bando a sportello di durata annuale, attivo fino ad esaurimento risorse.

Il fondo si articola in due misure:

  • Misura 1 — per nuclei familiari in grave e permanente disagio abitativo, già in carico ai servizi sociali. L’ISEE non deve essere superiore a 10.140 euro. Il contributo può coprire fino all’80% del canone del nuovo contratto, ed è pari a 9.000,00 euro per i Comuni con popolazione inferiore a 50.000 abitanti, e a 12.000,00 euro per i Comuni con popolazione sopra i 50.000 abitanti.
  • Misura 2 — per nuclei in fragilità abitativa temporanea (sgomberi, pericolo strutturale, forza maggiore), con limite ISEE definito da ciascun Comune. Il contributo massimo concedibile è pari a 6.000 euro.

La domanda si presenta tramite i Punti Unici di Accesso (PUA) o i Servizi Sociali comunali, e anche via PEC. È richiesto obbligatoriamente l’ISEE 2026 in corso di validità, riferito ai redditi 2025. Per informazioni, conviene contattare il proprio Comune o consultare il portale Regione Campania – Politiche abitative. Ulteriori dettagli sulle due misure campane sono presenti sull’app di Bonusepagamenti.

Toscana (attivo)

In Toscana la gestione è interamente comunale, con la Regione che assegna le risorse ai Comuni sulla base delle richieste. Nel 2026 diversi Comuni hanno già pubblicato i propri bandi: il Comune di Siena ha aperto le domande dal 4 giugno al 3 luglio 2026 (ISEE massimo 16.500 euro); il Comune di Fiesole ha raccolto domande fino al 27 maggio 2026; il Comune di Scandicci ha aperto il suo bando a partire dal 19 maggio.

I parametri regionali di riferimento sono uniformi: fascia A per ISE fino a 16.114,80 euro (incidenza canone sul reddito ≥14%) e fascia B per ISE fino a 32.724,49 euro (incidenza canone ≥24%), con contributo massimo teorico compreso tra 2.325 e 3.100 euro annui.

Le domande si presentano online con SPID/CIE sul portale del proprio Comune. Le date variano da Comune a Comune: si consiglia quindi di monitorare il sito del Comune di residenza

Sardegna (attivo)

Il meccanismo sardo è confermato e attivo nel 2026: i Comuni pubblicano i propri bandi annuali sulla base delle risorse regionali e raccolgono le domande dei cittadini, che vengono poi trasmesse alla Regione per l’approvazione. Il Comune di Sassari ha pubblicato il bando per l’annualità 2025 con domande dal 19 settembre al 18 ottobre 2025; il Comune di Cagliari ha pubblicato il proprio bando per l’annualità 2025. Il meccanismo si ripete anche per il 2026, con i bandi comunali che aprono tipicamente tra settembre e ottobre. Si consiglia perciò di monitorare il sito del proprio Comune o contattare i Servizi Sociali locali per ulteriori chiarimenti.

Dove non è attivo il bando affitti

Abruzzo (non attivo)

In Abruzzo i bandi fondi affitti sono sospesi da oltre tre anni. Non si sa al momento se verranno riattivati. Per ulteriori informazioni è consigliabile verificare periodicamente il sito della Regione o del proprio Comune di riferimento.

Puglia (non attivo)

Anche per la Puglia purtroppo non si hanno novità da oltre tre anni. Anche in questo caso è consigliabile verificare periodicamente il sito della Regione o del proprio Comune di appartenenza.

Umbria (non attivo)

Il portale regionale dell’Umbria conferma esplicitamente che il Ministero non ha finanziato il Fondo Nazionale né nel 2023 né nel 2024, e non risultano bandi attivi per il 2026.

Molise, Marche, Basilicata (non attivi)

Per queste Regioni, i fondi non vengono erogati da tempo. Si consiglia di rivolgersi ai propri Comuni di appartenenza per ulteriori informazioni.

Veneto (non attivo)

Il bando fondo affitti Veneto non è più attivo dal 2022. Non sono disponibili ulteriori informazioni circa quando verrà riattivato.