Un contributo per pagare la baby sitter e altri servizi per l’infanzia, pensato per i genitori che lavorano in proprio. È questa la novità prevista dalle anticipazioni sulla Manovra 2027: un voucher fino a 500 euro al mese, per un massimo di 3 mesi, che porterebbe il sostegno complessivo a 1.500 euro. La misura sarebbe rivolta ai lavoratori autonomi, con l’obiettivo di rendere più semplice la gestione dei figli senza dover interrompere completamente l’attività di lavoro.
Prima di entrare nei dettagli, però, è importante chiarire un punto: il bonus non va ancora considerato un’agevolazione già disponibile. L’intervento è stato inserito nel disegno di Legge di Bilancio 2027, che dovrà essere approvato in Parlamento entro fine anno. Importi, destinatari e condizioni andranno quindi verificati nel testo definitivo e nelle successive istruzioni operative. Ecco tutti i dettagli.
Quanto vale il Bonus baby sitter 2027
Il Bonus baby sitter 2027 previsto dalla nuova Manovra dovrebbe consistere in un contributo mensile fino a 500 euro, utilizzabile per un massimo di 3 mesi. Il tetto di 1.500 euro rappresenterebbe dunque il massimo complessivo del beneficio, contando una fruizione per tutte le mensilità disponibili.
Il sostegno dovrebbe avere la forma di un voucher, destinato a coprire servizi di cura e assistenza per i bambini. Non è però ancora chiaro come verrebbe determinata la somma effettivamente riconosciuta, né quali documenti saranno necessari per dimostrare le spese effettuate.
Anche la modalità concreta di utilizzo delle somme resta da definire: non è stato specificato, al momento, se il contributo verrà gestito attraverso un pagamento diretto, un rimborso o un diverso sistema di accredito. Per questi aspetti sarà necessario attendere le regole applicative.
A chi sarà destinato
La misura sarebbe rivolta principalmente ai genitori che svolgono un’attività autonoma. Tra i potenziali destinatari figurano quindi liberi professionisti, titolari di partita IVA e lavoratori iscritti alle gestioni autonome o alla Gestione Separata INPS.
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Questo non significa, però, che il semplice possesso di una partita IVA basterà automaticamente per ottenere il contributo. Il perimetro preciso dei beneficiari deve ancora essere stabilito, così come le eventuali condizioni legate alla situazione familiare ed economica del nucleo.
Restano da chiarire, in particolare, l’età dei figli ammessi al beneficio, l’eventuale presenza di limiti di reddito e le condizioni richieste ai genitori. Al momento, quindi, non è possibile indicare una soglia ISEE certa né affermare che il bonus spetterebbe indistintamente a tutti gli autonomi con figli.
Per quali spese si potrà usare
Il nome Bonus baby sitter richiama soprattutto l’assistenza ai bambini a domicilio, ma il progetto avrebbe un campo di applicazione potenzialmente più ampio. Secondo le prime informazioni, il voucher potrebbe essere utilizzato anche per asili nido e altri servizi educativi per l’infanzia.
L’elenco definitivo delle spese ammesse sarà uno degli aspetti più importanti da verificare. Servirà infatti a capire quali prestazioni potranno essere coperte e con quali condizioni tassative.
Perché il sostegno riguarda chi lavora in proprio
L’intervento nasce nel contesto del rafforzamento delle misure per conciliare lavoro e famiglia. Le anticipazioni sulla Manovra affiancano infatti il nuovo voucher a un ulteriore potenziamento dei congedi parentali per i lavoratori dipendenti. Il contributo per gli autonomi avrebbe invece la funzione di offrire un aiuto specifico a una categoria con tutele e modalità di lavoro differenti.
Per un professionista o un piccolo imprenditore, fermarsi per occuparsi dei figli può comportare difficoltà nella gestione di clienti, incarichi e continuità dell’attività. Il voucher punterebbe quindi a sostenere l’organizzazione familiare attraverso l’accesso a servizi di assistenza, anziché limitarsi a compensare un periodo di assenza dal lavoro. E andrebbe a potenziare le attuali regole sul congedo parentale per autonomi, che prevedono un massimo di 3 mesi per ciascun genitore (da usare entro il primo mese di vita del figlio) e un’indennità pari al 30% della retribuzione.
Quando si potrà presentare domanda per il Bonus baby sitter 2027
Al momento non è ancora disponibile una procedura per fare domanda, una data di apertura delle richieste o una scadenza precisa. Prima di arrivare alla fase operativa, serviranno la definizione della norma e le indicazioni necessarie per applicarla da parte del Governo.
Anche l’eventuale compatibilità con altri contributi per l’infanzia dovrà essere chiarita successivamente, e sarà quindi fondamentale attendere il testo definitivo della misura, l’individuazione dei beneficiari e la pubblicazione delle modalità di richiesta. Solo allora sarà possibile capire chi potrà ottenere fino a 1.500 euro e come utilizzare concretamente il nuovo aiuto.