Nel giorno in cui il Consiglio dei ministri dovrebbe decidere come affrontare l’ennesima ondata di rincari dei carburanti, prende forma l’ipotesi di un nuovo bonus benzina “selettivo”. Non uno sconto generalizzato alla pompa, ma un voucher da circa 100 euro al mese caricato sulla Carta Dedicata a Te delle famiglie più fragili. Una misura che, in teoria, vorrebbe aiutare chi sta peggio. Ma nella pratica rischia di lasciare scoperta una larga fetta di italiani che pure faticano ad arrivare a fine mese. Ecco tutti i dettagli.
Un bonus benzina solo per chi ha la Carta Dedicata a Te
Secondo le anticipazioni fornite da Il Messaggero, il Governo avrebbe accantonato definitivamente la strada del taglio delle accise, troppo costosa per i conti pubblici. Al suo posto, un decreto da circa 500 milioni che introdurrebbe un “voucher energia” di circa 100 euro al mese, accreditato direttamente sulla Carta Dedicata a Te.
La platea sarebbe quella già selezionata negli anni scorsi: famiglie con ISEE fino a 15.000 euro, e corsia preferenziale per quelle con almeno tre componenti e la presenza di almeno un minorenne. In totale, circa 1,2 milioni di nuclei. Una minoranza, se si pensa all’impatto del caro carburanti su lavoratori pendolari, famiglie mononucleari, coppie senza figli o con redditi solo di poco superiori alla soglia ISEE prevista.
Il paradosso è quindi evidente: chi rispetta tutti i requisiti della Carta riceverà 100 euro al mese, chi ne manca uno (un figlio in meno, ISEE di poco sopra il limite, nucleo di due persone) continuerà a fare benzina a prezzo pieno, pur vivendo spesso una situazione economica tutt’altro che serena.
Una scelta politica chiara
D’altra parte la scelta politica appare netta: niente più sforbiciata generalizzata su benzina e diesel, ma aiuti mirati alle fasce più deboli. In astratto, il principio avrebbe anche una sua logica: perché spendere miliardi per abbassare il prezzo anche a redditi alti e SUV di lusso, quando le risorse sono limitate?
Il problema, però, è che si passa da un estremo all’altro. Il caro carburanti colpisce in modo diretto chi deve usare l’auto per lavorare o per spostarsi in aree dove i mezzi pubblici sono poco o per nulla efficienti. Molti di questi nuclei non hanno i requisiti per la Carta Dedicata a Te, ma non per questo nuotano nell’oro. Il rischio quindi è la solita “terra di nessuno”: troppo poveri per non soffrire i rincari, troppo “ricchi” (sulla carta) per rientrare nei bonus.
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C’è poi un altro elemento: finora la Carta Dedicata a Te è stata incompatibile con altri sussidi, fatta eccezione per l’Assegno Unico. Molte famiglie, pur in difficoltà, ne sono state escluse proprio per la presenza di altre misure. Se il nuovo bonus benzina dovesse seguire la stessa logica di esclusioni e incastri, la platea reale potrebbe quindi restringersi ancora di più.
Perché proprio la Carta Dedicata a Te
Dal punto di vista del Governo, la scelta della Carta Dedicata a Te ha un vantaggio enorme: il “canale” di pagamento esiste già. C’è una platea selezionata, una carta, una procedura di accredito rodata. Aggiungere 100 euro mensili di voucher energia è tecnicamente semplice e politicamente spendibile come misura rapida.
Molto più complicato sarebbe invece costruire un bonus benzina aggiuntivo agganciato solo all’ISEE, magari per chi è sotto i 25.000 o 30.000 euro, senza vincolare il beneficio alla struttura familiare. Servirebbero nuovi criteri, controlli incrociati, forse una nuova carta o meccanismi di sconto direttamente alla pompa. In altre parole: tempi lunghi e costi amministrativi elevati. Da qui la scelta di fare leva su ciò che esiste già, anche se questo significa privilegiare una tipologia di famiglia rispetto ad altre in condizioni simili.
In attesa del testo: cosa può cambiare
Per ora restano solo le indiscrezioni: niente decreto pubblicato, nessuna norma approvata, nessuna data certa. Solo con il testo ufficiale sapremo:
- Se l’importo sarà davvero mensile e per quanto tempo durerà
- Se verranno confermati ISEE, numero minimo di componenti e presenza di minori
- Se ci saranno incompatibilità con altri bonus o sussidi
- Se verrà previsto, magari in un secondo momento, un intervento più ampio per chi non ha accesso alla Carta Dedicata a Te ma è comunque schiacciato dai costi del carburante.
Per adesso la sensazione è chiara: per una fetta di famiglie selezionate il pieno potrebbe costare un po’ meno, mentre per tutti gli altri l’aumento delle accise sarà una realtà da assorbire da soli. Una politica di aiuti mirati, certo, ma che lascia aperta una domanda inevitabile: dove finisce l’equità e dove inizia la lotteria dei requisiti?