Per accompagnare la transizione verso la mobilità elettrica, il Governo ha confermato anche per il 2026 il bonus colonnine elettriche, misura che resterà attiva fino al 31 marzo 2030 secondo quanto previsto dal DPCM automotive approvato a giugno 2026. Il quadro finanziario è già definito su base pluriennale, ma manca ancora il nuovo decreto attuativo: questo significa che il contributo è confermato e finanziato, mentre restano da stabilire le date precise di apertura e chiusura degli sportelli per la presentazione delle domande.
Di seguito una guida sintetica a ciò che oggi sappiamo su importi, beneficiari, spese ammesse e modalità di richiesta.
Bonus colonnine elettriche 2026, come funziona e a quanto ammonta
Il bonus colonnine elettriche copre le spese sostenute “per gli acquisti di infrastrutture per la ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica da parte di utenti domestici”, cioè colonnine o wallbox installate in ambito privato e non aperto al pubblico.
Il bonus è pari all’80% del prezzo di acquisto e della posa in opera dell’infrastruttura di ricarica, con un tetto massimo di:
- 1.500 euro per ciascuna persona fisica richiedente
- 8.000 euro quando si tratta di installazioni sulle parti comuni condominiali.
In pratica, il beneficiario paga interamente la colonnina e i lavori, presenta domanda e, se ammesso, riceve un rimborso in conto capitale, non una detrazione fiscale: lo Stato restituisce fino all’80% della spesa ammissibile tramite un bonifico.
Quando si può arrivare fino a 8.000 euro
Come detto il limite più alto, pari a 8.000 euro, è riservato agli interventi effettuati sulle parti comuni degli edifici condominiali, come quelle disciplinate dagli articoli 1117 e 1117‑bis del codice civile.
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Rientrano in questa categoria, ad esempio:
- Le aree condominiali adibite a parcheggio o autorimessa;
- Gli spazi comuni in cui si installano infrastrutture di ricarica condivise tra più condòmini
- I locali tecnici o le pertinenze condominiali destinati ad ospitare le colonnine.
In questi casi la domanda viene presentata dal condominio, di norma tramite l’amministratore pro tempore o un condomino delegato, e il contributo finanzia la quota parte di investimento sulle strutture comuni fino all’importo massimo previsto.
Quali sono le spese ammissibili
Nei bandi precedenti, e verosimilmente anche nel prossimo, sono considerate ammissibili al bonus le spese sostenute per:
- L’acquisto e l’installazione delle infrastrutture di ricarica (colonnine o wallbox), comprensive, se necessario, degli impianti elettrici dedicati
- Le opere edili strettamente indispensabili alla posa, come canalizzazioni, staffaggi, piccole demolizioni e ripristini
- Gli impianti e dispositivi di monitoraggio e gestione della ricarica
- La progettazione, direzione lavori, sicurezza e collaudi
- I costi di connessione alla rete elettrica, inclusa l’eventuale attivazione di un nuovo POD (point of delivery).
Si tratta quindi di un contributo che può coprire l’intero pacchetto tecnico necessario a rendere operativa la colonnina, non solo il dispositivo in sé.
Le spese vietate e l’obbligo di pagamenti tracciabili
Restano invece escluse dal contributo alcune tipologie di spesa, tra cui:
- Imposte, tasse e oneri di qualunque tipo (IVA, imposta di registro, diritti di segreteria, ecc.)
- Spese relative all’acquisto di terreni o immobili
- Costi per servizi diversi da quelli direttamente collegati a installazione, progettazione, connessione e collaudo, anche se in qualche modo associati all’intervento (per esempio consulenze accessorie non tecniche).
In sostanza, il bonus si concentra sulla parte tecnica e documentata dell’investimento, senza estendersi alla componente fiscale, immobiliare o ai servizi non strettamente necessari.
Inoltre, un requisito che viene confermato è la necessità di utilizzare pagamenti tracciabili. Le spese devono infatti essere saldate alternativamente tramite:
- Bonifico bancario o postale
- Carte di debito o credito
- Altri strumenti elettronici che consentano di identificare chiaramente il pagatore e il beneficiario.
Pagamenti in contanti non vengono riconosciuti ai fini del contributo, dato che senza una prova di pagamento tracciabile, la spesa non può essere dichiarata ammissibile e il bonus non può essere richiesto.
Quali requisiti devono avere le colonnine?
Per rientrare nel perimetro dell’incentivo, le infrastrutture di ricarica devono rispettare alcuni requisiti tecnici e di utilizzo:
- Essere nuove di fabbrica, cioè non usate o rigenerate
- Avere una potenza standard (non rientrano le stazioni ultrarapide pensate per uso pubblico)
- Essere installate nel territorio nazionale e in aree nella piena disponibilità del beneficiario (ad esempio box privato, cortile condominiale, posto auto di proprietà)
- Essere realizzate “a regola d’arte”, con dichiarazione di conformità rilasciata ai sensi del DM n. 37/2008
- Per i privati, essere destinate a uso esclusivamente domestico, non aperto al pubblico
- Per i condomini, essere destinate a uso collettivo dei condòmini, senza accesso al pubblico esterno.
Questi vincoli servono a distinguere il bonus domestico, rivolto ai contesti privati e condominiali, dalle agevolazioni per infrastrutture di ricarica pubbliche o aperte alla clientela, che seguono regole e finanziamenti diversi.
Come fare domanda per il bonus colonnine
Il contributo viene riconosciuto sotto forma di rimborso a fondo perduto: il beneficiario paga le spese ammesse, presenta domanda e, se la pratica viene accolta, riceve l’importo spettante direttamente sul proprio conto corrente, nel limite delle risorse disponibili, di norma entro 90 giorni dalla chiusura dello sportello.
La domanda dovrà essere presentata tramite la piattaforma online gestita da Invitalia, dedicata al bonus colonnine domestiche. Per accedere sarà necessario utilizzare un’identità digitale:
- SPID
- Carta d’Identità Elettronica (CIE);
- oppure CNS (Carta Nazionale dei Servizi).
Una volta entrati, si verrà guidati nella compilazione del modulo elettronico, con caricamento delle fatture e delle dichiarazioni richieste. Al momento, però, non esiste ancora una finestra aperta per le spese 2026: l’ultima è stata quella dal 29 aprile al 27 maggio 2025 per le spese sostenute nel 2024, e si attende il nuovo decreto attuativo che fisserà tempi e modalità del beneficio.
I fondi previsti per il 2026 e per gli anni successivi
Si ricorda che il bonus colonnine elettriche può contare su una dotazione finanziaria pluriennale, articolata su più tranche:
- 15 milioni di euro per il 2026, composti da 10 milioni come residuo delle risorse non utilizzate nel 2025 e 5 milioni di euro aggiuntivi stanziati per l’anno di riferimento
- 15 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2027 al 2029
- 8 milioni di euro per l’anno 2030.
Nel complesso, il pacchetto per il periodo 2025–2030 ammonta a circa 38 milioni di euro dedicati alle colonnine domestiche, con la possibilità per privati e condomini di programmare gli investimenti sapendo che l’incentivo non si esaurirà dopo una sola annualità.
In attesa dei nuovi sportelli, la strategia più efficace per chi pensa di installare una wallbox nel 2026 è conservare con cura fatture, bonifici e documentazione tecnica, così da essere pronti a presentare domanda non appena Invitalia e il Ministero apriranno la nuova finestra per il contributo.