La digitalizzazione delle piccole e medie imprese italiane compie un passo avanti. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) ha avviato le procedure per rendere operativo il Voucher Cloud & Cybersecurity. Conosciuto anche come Bonus digitalizzazione 2026, lo stanziamento mette a disposizione 150 milioni di euro per supportare l’adozione di soluzioni tecnologiche avanzate da parte di PMI e lavoratori autonomi in partita Iva. L’iniziativa punta a favorire la transizione digitale sostenendo l’acquisizione di servizi e prodotti di cloud computing e sicurezza informatica di ultima generazione. Vediamo qui sotto tutti i dettagli.
Che cos’è il Bonus digitalizzazione 2026 e chi sono i beneficiari
Il Bonus digitalizzazione 2026 è una misura agevolativa disciplinata dal decreto ministeriale 18 luglio 2025 e dal successivo decreto direttoriale 21 novembre 2025. Lo scopo del provvedimento, promosso dal sito ufficiale del MIMIT, è stimolare l’introduzione di strumenti digitali per innalzare i livelli di sicurezza ed efficienza aziendale.
I requisiti di accesso per le imprese
Possono accedere ai contributi le PMI e i lavoratori autonomi operanti su tutto il territorio nazionale. Per poter richiedere le agevolazioni, i beneficiari devono possedere un requisito di connettività preliminare: al momento della presentazione della domanda, devono disporre di un contratto per la fornitura di servizi di rete con una velocità minima in download di 30 Mbps.
Gli importi del voucher e la durata dei piani di spesa
L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto che va da un minimo di 2.000 euro fino a un massimo di 20.000 euro. I piani di spesa presentati per l’acquisizione di hardware, software e servizi cloud non possono avere un importo inferiore a 4.000 euro.
I progetti devono rispettare anche precisi vincoli temporali:
- In caso di acquisto diretto, il piano di spesa deve avere una durata non superiore a 12 mesi a decorrere dalla data di comunicazione del provvedimento di concessione
- In caso di abbonamento, è richiesta una durata minima di 24 mesi. Se l’abbonamento eccede tale termine, le spese ammissibili sono limitate a quelle riconducibili ai primi 24 mesi di contratto.
Non sono ammesse le spese connesse all’acquisizione di prodotti o servizi aventi prestazioni analoghe a quelli già in uso.
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Quali sono le spese ammissibili nel bando
Il piano di spesa deve riguardare l’acquisto di soluzioni hardware, software e servizi cloud nuovi e aggiuntivi rispetto a quelli a disposizione dei beneficiari. In particolare:
Cybersecurity
- Hardware: firewall, firewall di nuova generazione (NGFW), router o switch e dispositivi IPS (prevenzione intrusioni).
- Software: antivirus, antimalware, software di monitoraggio delle reti, soluzioni di crittografia dei dati, sistemi SIEM e gestionali per le vulnerabilità informatiche.
Servizi Cloud e SaaS
- Infrastrutturali (IaaS e PaaS): virtual machine, storage & backup, soluzioni di network & security (comprese VPN e DDoS) e database.
- SaaS: software per la contabilità, per le risorse umane (HRM), ERP e workflow aziendali (comprese soluzioni integrate con funzionalità di intelligenza artificiale), CMS per e-commerce e strumenti CRM per la gestione dei clienti (inclusi centralini virtuali PABX).
Servizi di supporto
Sono ammessi anche i servizi professionali di configurazione, monitoraggio e supporto continuativo. Tali servizi sono agevolabili nella misura massima del 30% del piano di spesa complessivo e devono essere legati all’acquisto delle tecnologie principali. Sono esclusi i servizi di formazione.
Il ruolo dei fornitori e l’elenco ministeriale
I prodotti e i servizi agevolabili devono essere obbligatoriamente erogati da soggetti accreditati e iscritti a un apposito registro ministeriale. La procedura di registrazione per i fornitori si è chiusa ufficialmente il 27 maggio 2026 tramite la portale telematico di Invitalia, a seguito della proroga del termine originariamente previsto per il 23 aprile. La pubblicazione dell’elenco ufficiale dei fornitori abilitati è prevista entro il 22 giugno 2026.
Come presentare la domanda e lo stato attuale del bonus
Se per i fornitori la finestra di candidatura si è conclusa, per le PMI e i professionisti interessati a richiedere il contributo si attende ancora l’emanazione del decreto direttoriale che regolerà l’apertura dello sportello. L’accesso per la presentazione delle istanze richiederà le credenziali digitali del legale rappresentante o delegato (SPID, CIE o CNS), oppure la firma digitale e un indirizzo PEC. Conviene quindi monitorare con attenzione i canali ufficiali per l’imminente via libera alle domande.