Bonus Giovani 2026: requisiti, importi e istruzioni operative INPS

Redazione

28 Luglio 2026

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Il Bonus Giovani 2026 è l’incentivo strutturale introdotto dal decreto Primo Maggio per favorire l’occupazione stabile dei giovani under 35. La misura si inserisce nel pacchetto di esoneri contributivi per assunzioni a tempo indeterminato in vigore dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026, insieme al bonus donne e al bonus ZES. Ecco tutti i dettagli.

Bonus Giovani 2026, riferimenti normativi e finalità

La base normativa del Bonus Giovani 2026 è l’articolo 2 del decreto-legge 30 aprile 2026, n. 62, dedicato agli incentivi all’occupazione e al contrasto del lavoro precario. L’INPS ha fornito i primi chiarimenti applicativi con la circolare n. 55 del 14 maggio 2026, completando il quadro operativo del decreto insieme alle circolari su donne e ZES. L’obiettivo dichiarato del legislatore è promuovere l’occupazione giovanile stabile attraverso uno sgravio contributivo consistente, con particolare attenzione alle fasce di giovani svantaggiati e molto svantaggiati.

Periodo di applicazione e rapporti agevolati

Il bonus si applica alle assunzioni a tempo indeterminato effettuate tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2026. Rientrano nell’ambito di applicazione sia i contratti full-time sia i part-time, con riduzione proporzionale dell’importo massimo mensile dello sgravio. L’agevolazione include gli operai, gli impiegati e i quadri assunti con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato ma non si estende ai rapporti a tempo determinato né alle trasformazioni di contratti già in essere.

Il bonus è rivolto a tutti i datori di lavoro privati, inclusi quelli operanti nel settore agricolo, con esclusione del lavoro domestico. Per ogni lavoratore agevolato è previsto un esonero contributivo a carico del datore di lavoro, nel rispetto dei limiti e delle condizioni fissate dalla normativa sugli aiuti di Stato e dagli stanziamenti di bilancio.

Importo dello sgravio e durata del bonus assunzioni giovani

Secondo la disciplina di base, il Bonus Giovani 2026 riconosce uno sconto del 100% sui contributi previdenziali a carico del datore di lavoro (con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL) nel limite massimo di 500 euro al mese per ciascun lavoratore. La durata del beneficio varia in funzione della condizione del giovane:

  • Fino a 24 mesi per i giovani “molto svantaggiati”, cioè quelli che presentano una combinazione di fattori quali disoccupazione di lunga durata, bassi livelli di istruzione o assenza di esperienze lavorative strutturate
  • Fino a 12 mesi per i giovani “svantaggiati”, come definiti dalla normativa europea e nazionale in materia di politiche attive del lavoro.

Per le assunzioni effettuate nelle regioni ricomprese nella ZES Unica (Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria, Sardegna, Marche e Umbria), il tetto mensile dell’esonero viene innalzato a 650 euro, in coerenza con la logica di rafforzare l’incentivo nelle aree a maggiore criticità occupazionale.


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Requisiti per i giovani e per le imprese

Per poter accedere al Bonus Giovani 2026, il lavoratore assunto deve:

  • Non aver compiuto 35 anni alla data di stipula del contratto di lavoro
  • Rientrare in una delle categorie di giovani svantaggiati o molto svantaggiati individuate dalla normativa, che tengono conto di parametri quali stato di disoccupazione, durata della disoccupazione, livello di istruzione e eventuali altre fragilità socio-economiche.

Sul versante dei datori di lavoro, il bonus è riconosciuto solo alle imprese che soddisfano alcuni requisiti fondamentali:

  • Incremento occupazionale netto: l’assunzione deve determinare un aumento del numero complessivo dei dipendenti rispetto alla media dei 12 mesi precedenti
  • Regolarità contributiva: l’azienda deve essere in regola con il versamento dei contributi (DURC regolare) e con il rispetto dei contratti collettivi nazionali di lavoro e delle norme in materia di salute e sicurezza sul lavoro
  • Rispetto della regolazione sugli aiuti di Stato, compresa la clausola Deggendorf e le soglie del regime de minimis, laddove applicabili.

Risorse stanziate e limiti di spesa

Per la misura è previsto uno stanziamento specifico di bilancio, pari a 110 milioni di euro per il 2026 e 252 milioni per il 2027, con monitoraggio degli utilizzi da parte di Ministero del Lavoro e INPS. Il riconoscimento dell’esonero avviene nei limiti dei fondi disponibili, con un’eventuale chiusura anticipata delle domande qualora venga raggiunto il plafond complessivo.

Modalità di richiesta e adempimenti operativi

Le modalità di presentazione delle domande sono disciplinate dalla circolare INPS n. 55/2026 e dai successivi messaggi attuativi, che hanno aperto la piattaforma telematica per l’invio delle istanze di esonero contributivo da parte dei datori di lavoro. L’INPS ha chiarito che la domanda va presentata esclusivamente per via telematica, attraverso i consueti canali dedicati alle agevolazioni contributive, e deve contenere i dati del lavoratore e del rapporto agevolato, oltre alle dichiarazioni di regolarità richieste.

Un elemento di novità riguarda l’obbligo di pubblicare l’offerta di lavoro sul portale SIISL (Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa): solo dopo la messa a disposizione della posizione sul portale e il rispetto delle condizioni indicate sarà possibile fruire dello sgravio. Inoltre, l’INPS incrocia i dati con il Registro nazionale aiuti di Stato per verificare la compatibilità del beneficio con la normativa europea, evitando sovrapposizioni o cumuli non consentiti.

Quando chiudono le domande per il bonus

Sempre a proposito del bonus giovani 2026., attraverso il messaggio n. 2451 del 23 luglio 2026 l’INPS ha spiegato che le domande potranno essere presentate solo fino al 30 settembre 2026, in riferimento alle assunzioni effettuate tra settembre 2024 e dicembre 2025, periodo coperto dal precendente decreto Coesione.

Resterà invece aperta la possibilità di chiedere le agevolazioni per i rapporti di lavoro avviati o stabilizzati nei periodi successivi al dicembre 2025, visto che il decreto Primo maggio ha riformulato e prorogato i bonus per donne, giovani e ZES nell’arco del 2026, inserendoli all’interno di un nuovo quadro di incentivi alle assunzioni.