Il Bonus ZES 2026 è l’incentivo dedicato alle assunzioni a tempo indeterminato nelle regioni incluse nella Zona Economica Speciale Unica, introdotto dal decreto Primo Maggio per sostenere lo sviluppo occupazionale nel Mezzogiorno e in parte del Centro Italia. La misura affianca il bonus donne e il bonus giovani, ma è specificamente centrata sui lavoratori over 34 e sui datori di lavoro che operano in territori a particolare esigenza di rilancio economico. Ecco tutti i particolari.
Bonus ZES 2026, riferimenti normativi e ambito territoriale
Il bonus è disciplinato dall’articolo 3 del D.L. 30 aprile 2026 n. 62, dedicato alla ZES Unica e agli incentivi per l’occupazione in tali aree. Le indicazioni operative sono state fornite dall’INPS con la circolare n. 56 del 14 maggio 2026, che definisce condizioni, importi e modalità di accesso allo sgravio contributivo.
Le regioni interessate dal Bonus ZES 2026 sono quelle ricomprese nella ZES Unica: Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria, Sardegna, Marche e Umbria. Per le assunzioni effettuate da datori di lavoro privati operanti in queste regioni è previsto un trattamento contributivo più favorevole rispetto a quanto previsto ordinariamente per il bonus giovani.
Lavoratori destinatari del bonus e tipologie di rapporti
Il Bonus ZES 2026 riguarda le assunzioni a tempo indeterminato di lavoratori disoccupati di età pari o superiore a 35 anni, residenti o impiegati in una sede di lavoro situata in una delle regioni ZES. Nelle comunicazioni ufficiali e nei messaggi INPS dell’11 giugno 2026, la misura viene anche indicata come bonus “Over 34 ZES”, per evidenziare che si tratta dell’incentivo specifico dedicato a lavoratori non più rientranti nell’ambito del bonus giovani under 35.
Sono agevolate esclusivamente le assunzioni a tempo indeterminato, anche part-time, nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2026. Restano escluse le assunzioni a termine e le trasformazioni di rapporti già in essere.
Importi dell’esonero e durata
Il Bonus ZES 2026 prevede un esonero dal versamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, con livelli più elevati rispetto al bonus giovani fuori dalle aree ZES. In linea generale, l’esonero contributivo può arrivare fino al 100% dei contributi dovuti (al netto dei premi e contributi INAIL), entro un tetto mensile innalzato a 650 euro per ciascun lavoratore, proprio per rafforzare l’attrattività delle assunzioni in tali territori.
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La durata dell’agevolazione è collegata alla condizione del lavoratore e al rispetto dei requisiti occupazionali, e può raggiungere fino a 24 mesi di sgravio per le assunzioni stabili nelle regioni ZES. Anche in questo caso, l’importo massimo spettante in presenza di contratti part-time viene ridotto proporzionalmente alla percentuale di orario rispetto al tempo pieno.
Requisiti aziendali e condizioni per la fruizione
Per poter beneficiare del Bonus ZES 2026, il datore di lavoro privato deve:
- Avere la sede di lavoro (o una unità produttiva) situata in una delle regioni della ZES Unica, nella quale viene inquadrato il lavoratore assunto con contratto agevolato
- Realizzare un incremento occupazionale netto rispetto alla media dei rapporti di lavoro dei dodici mesi precedenti, analogamente a quanto previsto per il bonus giovani
- Essere in regola con gli obblighi contributivi, contrattuali e di sicurezza sul lavoro, condizione verificata attraverso il DURC
- Rispettare i vincoli sugli aiuti di Stato, inclusa la registrazione del beneficio nel Registro nazionale, con controllo sulla clausola Deggendorf e sulla compatibilità con altri aiuti eventualmente fruiti.
Anche per il Bonus ZES, l’INPS precisa che l’esonero contributivo opera nei limiti annuali di spesa previsti dalla legge di bilancio, con monitoraggio costante dell’andamento delle domande e della saturazione del plafond.
Modalità operative e apertura delle domande
La circolare INPS n. 56/2026 ha fornito le prime indicazioni operative per la gestione del bonus, mentre con il messaggio n. 1968 dell’11 giugno 2026 l’Istituto ha comunicato l’apertura della piattaforma telematica per la presentazione delle domande di esonero contributivo relative al Bonus ZES. Le imprese devono presentare la richiesta in modalità telematica, attraverso il Portale delle Agevolazioni INPS, indicando i dati del lavoratore, il contratto stipulato e la sede di lavoro ricadente nella ZES Unica, oltre alle dichiarazioni sul rispetto dei requisiti previsti.
Come per gli altri incentivi del decreto Primo Maggio, anche per il Bonus ZES è previsto l’obbligo di utilizzo del portale SIISL per la pubblicazione delle offerte di lavoro, al fine di collegare l’esonero contributivo alle politiche attive e alla trasparenza delle opportunità occupazionali. L’INPS effettua poi le verifiche sul Registro nazionale aiuti di Stato prima di concedere l’agevolazione, evitando cumuli eccedenti o incompatibili e garantendo il rispetto dei limiti “de minimis”, ove operanti.
Coordinamento con gli altri bonus assunzioni 2026
Il Bonus ZES 2026 si inserisce in un quadro organico di incentivi che comprende il bonus giovani e il bonus donne, tutti limitati alle assunzioni a tempo indeterminato nel corso del 2026 e tutti regolati dalle circolari INPS nn. 55, 56 e 57 del 14 maggio 2026. Il decreto Primo Maggio 2026 ha riformato gli incentivi assunzionali, attribuendo un ruolo centrale alle tre agevolazioni e differenziandone l’intensità a seconda della categoria dei lavoratori e dell’area geografica.
Per i datori di lavoro con sedi nelle regioni ZES, la combinazione tra bonus giovani e bonus ZES consente una forte riduzione del costo del lavoro per le assunzioni stabili sia di under 35, sia di lavoratori over 34 residenti o impiegati in tali territori, con tetto contributivo maggiorato a 650 euro mensili. Per questa ragione, nella pianificazione del fabbisogno di personale 2026, le imprese del Mezzogiorno e delle regioni ZES dovrebbero valutare con attenzione l’utilizzo di tali strumenti, anche in funzione dei limiti di budget stanziati e del monitoraggio di spesa effettuato da INPS e Ministero del Lavoro.
Quando chiudono le domande per il bonus
A proposito del bonus ZES 2026., con il messaggio n. 2451 del 23 luglio 2026 l’INPS ha spiegato che le domande potranno essere presentate solo fino al 30 settembre 2026, in riferimento alle assunzioni effettuate tra settembre 2024 e dicembre 2025, periodo coperto dal precendente decreto Coesione.
Rimarrà invece aperta la possibilità di chiedere le agevolazioni per i rapporti di lavoro avviati o stabilizzati nei periodi successivi al dicembre 2025, dato che il decreto Primo maggio ha riformulato e prorogato i bonus per donne, giovani e ZES nell’arco del 2026, inserendoli in un nuovo quadro di incentivi alle assunzioni.