Il bonus rimpatrio, conosciuto anche come “ bonus impatriati ” o “ bonus lavoratori rimpatriati “, è un’incentivazione offerta dallo Stato italiano per incoraggiare il ritorno in Italia dei cittadini residenti all’estero. Questo programma offre vantaggi fiscali sotto forma di detassazione estremamente conveniente per i lavoratori che decidono di rientrare nel proprio paese d’origine, l’Italia.
Attraverso questa agevolazione, gli impatriati possono beneficiare di una riduzione significativa della pressione fiscale sui loro redditi. Ciò significa che una parte dei loro guadagni sarà esente da tasse, consentendo loro di godere di un maggiore reddito netto.
Il bonus rimpatrio è stato modificato per tutto il 2026, il che significa che gli individui che soddisfano i nuovi requisiti possono richiedere e beneficiare di questa agevolazione per l’intero anno.
Che cos’è e come funziona il bonus impatriati
Il bonus impatriati è un regime fiscale agevolato temporaneo rivolto ai lavoratori dipendenti o autonomi con requisiti di elevata qualificazione o specializzazione che hanno lavorato all’estero e decidono di trasferire la loro residenza in Italia. Questa agevolazione viene concessa dal periodo di imposta del trasferimento e per i successivi quattro, per un periodo di massimo 5 anni. Non è prevista la possibilità di rinnovo.
Grazie al bonus impatriati, i redditi prodotti in Italia e ammissibili all’agevolazione contribuiscono alla formazione del reddito complessivo soggetto all’IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche) solo per il 50% del loro importo, entro il limite annuo di 600.000 euro. Il restante 50% dei redditi è esentasse, ossia non soggetto a imposte. È importante notare che questa detassazione agevolata si applica solo al reddito prodotto in Italia dopo il ritorno degli impatriati.
Inoltre, la percentuale di imponibilità è ridotta al 40% (esenzione del 60%) se il lavoratore rientra in Italia con almeno un figlio minore o in caso di nascita/adozione durante il periodo agevolato.
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La durata del bonus rimpatrio
Il regime agevolato del bonus impatriati consente l’accesso a un periodo di 5 anni, e non sono previste proroghe.
Il regime impatriati è soggetto ai limiti del regime *de minimis* per i lavoratori autonomi, fissato a € 300.000 su tre anni fiscali.
Obbligo di risiedere fiscalmente in Italia per almeno quattro anni, pena la decadenza dai benefici con recupero degli stessi e relativi interessi.
I chiarimenti contenuti nelle risposte dell’Agenzia delle Entrate n. 263 e n. 264 del 13 ottobre 2025 offrono chiarimenti operativi su requisiti di accesso e ipotesi particolari.
Bonus lavoratori impatriati: i requisiti
Il bonus rimpatriati 2026 offre benefici fiscali a lavoratori con requisiti di elevata qualificazione o specializzazione, sia con reddito da lavoro dipendente che autonomo.
- È necessario possedere requisiti stringenti di elevata qualificazione o specializzazione;
- Obbligo di risiedere fiscalmente in Italia per almeno quattro anni, pena la decadenza dai benefici con recupero degli stessi e relativi interessi;
- Limite massimo di reddito agevolabile pari a 600.000 euro.
La normativa di riferimento per questo regime agevolato è l’articolo 16 del Dlgs n. 147/2015 , che ha introdotto misure specifiche per incentivare il trasferimento in Italia dei lavoratori. In passato, i soggetti beneficiari erano stati individuati dalla Legge 30 dicembre 2010, n. 238 (articolo 2, comma 1). Successivamente, con il Dl n. 78/2010 (articolo 44), sono stati inclusi anche i docenti e i ricercatori residenti all’estero per favorire il cosiddetto “ rientro dei cervelli “.
Come richiederlo
Per beneficiare del regime fiscale agevolato offerto dal bonus rimpatrio, è necessario presentare una specifica domanda. Il processo di presentazione della domanda varia a seconda che si tratti di un lavoratore dipendente o di un lavoratore autonomo.
- nel caso dei lavoratori dipendenti, spetta al datore di lavoro, in quanto sostituto di imposta, occuparsi di presentare la domanda. È importante comunicare al proprio datore di lavoro l’intenzione di usufruire del bonus rimpatrio e fornire tutti i documenti e le informazioni richieste per l’elaborazione della domanda;
- per i lavoratori autonomi, è possibile presentare la domanda direttamente presso gli uffici competenti o tramite il proprio consulente o commercialista. Questi professionisti possono assistere nella compilazione della domanda, assicurandosi che siano forniti tutti i dettagli e i documenti necessari.
È anche possibile che il compito di presentare la domanda venga delegato a un delegato fiscale o al professionista incaricato della presentazione della dichiarazione dei redditi.
È importante seguire attentamente le procedure indicate dalle autorità fiscali competenti e fornire tutti i dettagli richiesti nella domanda.
Domanda per i lavoratori dipendenti
I titolari di reddito da lavoro dipendente che desiderano beneficiare del regime fiscale agevolato del bonus rimpatrio devono presentare una richiesta scritta al proprio datore di lavoro entro il 30 giugno. Il datore di lavoro applicherà il beneficio a partire dal periodo di paga successivo alla richiesta. Nel caso in cui il datore di lavoro non abbia potuto applicare l’agevolazione, il contribuente può fruirne direttamente attraverso la dichiarazione dei redditi.
La domanda di accesso al bonus rimpatrio deve contenere le seguenti informazioni:
- Generalità del richiedente (nome, cognome e data di nascita);
- Codice fiscale;
- Data di rientro in Italia e data della prima assunzione in Italia (nel caso di successive assunzioni o rapporti di lavoro dipendente);
- Dichiarazione di possedere i requisiti previsti dal regime agevolativo;
- Indicazione dell’attuale residenza in Italia;
- Impegno a comunicare tempestivamente al datore di lavoro ogni variazione della residenza prima della scadenza del periodo minimo previsto dalla normativa;
- Dichiarazione di non beneficiare contemporaneamente degli incentivi fiscali previsti dall’articolo 44 del Dl n. 78/2010 (regime agevolato per docenti e ricercatori rientrati in Italia), dalla legge n. 238/2010 (incentivi fiscali per il rientro dei lavoratori in Italia) e dall’articolo 24-bis del TUIR (regime opzionale per i neo residenti).
È importante fornire tutte queste informazioni correttamente e in modo completo nella domanda per garantire una corretta valutazione dell’ammissibilità al regime agevolato del bonus rimpatrio. Si consiglia di conservare una copia della domanda presentata e di consultare le disposizioni normative e le istruzioni specifiche fornite dalle autorità fiscali per ulteriori dettagli e aggiornamenti riguardanti la presentazione della domanda.
Domanda per i lavoratori autonomi
I titolari di reddito da lavoro autonomo possono accedere al regime agevolato del bonus rimpatrio direttamente attraverso la dichiarazione dei redditi. In alternativa, possono usufruire del beneficio quando il committente applica la ritenuta d’acconto sui compensi percepiti. A tal fine, devono presentare un’autocertificazione che può essere allegata al modello 730 e contenere le seguenti informazioni:
- Generalità del richiedente (nome, cognome e data di nascita);
- Codice fiscale;
- Data di rientro in Italia;
- Dichiarazione di possedere i requisiti per beneficiare del regime agevolato;
- Indicazione dell’attuale residenza in Italia;
- Dichiarazione di non beneficiare contemporaneamente degli incentivi fiscali previsti dall’articolo 44 del Dl n. 78/2010 (regime agevolato per docenti e ricercatori rientrati in Italia), dalla legge n. 238/2010 (incentivi fiscali per il rientro dei lavoratori in Italia) e dall’articolo 24-bis del TUIR (regime opzionale per i neo residenti).
A differenza dei lavoratori dipendenti, i beneficiari del bonus rimpatrio che sono lavoratori autonomi non hanno l’obbligo di comunicare tempestivamente ogni variazione della residenza prima della scadenza del periodo minimo previsto dalla normativa. Infatti, nel caso dei lavoratori autonomi, è il committente che, al momento del pagamento, applica una ritenuta del 20% sull’imponibile ridotto in base alle disposizioni del regime agevolato.
È importante compilare correttamente l’autocertificazione e fornire tutte le informazioni richieste per garantire l’accesso al regime fiscale agevolato del bonus rimpatrio.
Bonus impatriati per docenti e ricercatori
Il regime agevolato per i lavoratori rimpatriati è stato esteso a docenti e ricercatori residenti all’estero dall’articolo 44 del Dl n. 78/2010 al fine di incentivare il ritorno dei talenti italiani all’estero, comunemente noti come “cervelli in fuga”. Le modalità di esercizio dell’opzione e le condizioni per usufruire della proroga del regime agevolato sono le stesse previste per i lavoratori rimpatriati in generale e sono definite nel provvedimento del 3 marzo 2021 dell’Agenzia delle Entrate.
Ciò significa che docenti e ricercatori residenti all’estero possono beneficiare delle stesse agevolazioni fiscali e condizioni previste per i lavoratori rimpatriati. Per accedere al regime agevolato, devono rispettare i requisiti di non essere residenti in Italia nei due periodi d’imposta precedenti il trasferimento e impegnarsi a risiedere in Italia per almeno due anni. Inoltre, l’attività lavorativa svolta dopo il rientro deve avvenire prevalentemente nel territorio italiano.
Le modalità di presentazione della domanda e le informazioni richieste per usufruire del beneficio sono le stesse sia per i lavoratori rimpatriati in generale che per i docenti e ricercatori residenti all’estero. È necessario compilare l’apposita domanda o autocertificazione, indicando le generalità del richiedente:
- il codice fiscale;
- la data di rientro in Italia;
- la dichiarazione di possedere i requisiti per beneficiare del regime agevolato;
- l’attuale residenza in Italia;
- la dichiarazione di non usufruire contemporaneamente di altri incentivi fiscali specificati dalla normativa.
Quali sono le novità per il regime impatriati dal 2026?
A partire dal 1° gennaio 2026 , sono previste importanti modifiche al regime degli impatriati:
- Proroga: sì, ma con modifiche sostanziali rispetto al passato. Il regime impatriati è applicabile dal periodo di imposta del trasferimento e per i successivi quattro. La nuova disposizione conferma la durata pari a 5 periodi di imposta, non prevedendo però la possibilità di rinnovo;
- Aliquote: riduzione della tassazione al 50% entro il limite annuo di 600.000 euro per lavoratori con requisiti di elevata qualificazione o specializzazione. La percentuale di imponibilità è ridotta al 40% (esenzione del 60%) se il lavoratore rientra in Italia con almeno un figlio minore o in caso di nascita/adozione durante il periodo agevolato;
- Limiti: iIl regime impatriati è soggetto ai limiti del regime de minimis per i lavoratori autonomi, fissato a € 300.000 su tre anni fiscali;.