Ex Bonus Renzi 2026, come recuperare i 1.200 euro non ricevuti con il 730 integrativo. La scadenza del 26 ottobre e cosa controllare nella Cu

Redazione

14 Ottobre 2026

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L’Ex Bonus Renzi ti spettava ma non è arrivato in busta paga, oppure hai ricevuto meno del dovuto? Niente panico. Puoi recuperare fino a 1.200 euro attraverso la dichiarazione dei redditi, presentando il 730 integrativo entro il 26 ottobre 2026.

Prima di procedere, però, occorre verificare i requisiti di reddito e controllare nella CU 2026 quanto è stato effettivamente pagato. E in ogni caso, è bene sottolineare che l’eventuale recupero del bonus attraverso il Modello 730 riguarda i redditi e gli importi del 2025, non le mensilità maturate nel corso del 2026. Ecco qui sotto tutti i dettagli da conoscere.

Cos’è l’Ex Bonus Renzi e quanto vale

Con il termine Ex Bonus Renzi si fa riferimento oggi al trattamento integrativo, spesso indicato nel cedolino con la sigla “TIR”. L’agevolazione è nata nel 2014, durante il governo guidato da Matteo Renzi, come bonus di 80 euro mensili. Dal 2015 l’importo annuale è poi salito a 960 euro, e nel 2020 è stato sostituito dal trattamento integrativo (con soglie e condizioni di accesso ulteriormente modificate dalla Legge di Bilancio 2022).

Oggi il trattamento può arrivare a 1.200 euro annui, rapportati al periodo di lavoro, e non concorre alla formazione del reddito. Il riferimento di 100 euro mensili è però un’approssimazione: il beneficio effettivo dipende dai giorni utili e dai requisiti fiscali del lavoratore.

Chi ha diritto al trattamento integrativo

Il beneficio riguarda i titolari di redditi da lavoro dipendente e alcune categorie di redditi assimilati. Può spettare anche a chi percepisce prestazioni come la NASpI o ammortizzatori sociali, quando ricorrono le condizioni previste. Restano invece normalmente esclusi dal beneficio:

  • Lavoratori autonomi e titolari di partita IVA che non conseguono redditi da lavoro dipendente o assimilato
  • Contribuenti incapienti, cioè quelli che, per via di un reddito molto basso, non maturano Irpef lorda da versare
  • Chi ha un reddito complessivo superiore a 28.000 euro
  • Pensionati che percepiscono soltanto pensioni non compatibili con il trattamento integrativo.

Per verificare il diritto al trattamento, conta il reddito complessivo annuo rilevante ai fini dell’agevolazione, nel quale possono rientrare anche gli affitti assoggettati a cedolare secca, le quote esenti dei redditi agevolati di docenti, ricercatori e lavoratori impatriati, e le mance soggette a imposta sostitutiva (mentre il reddito dell’abitazione principale e delle relative pertinenze resta escluso). Il limite generale di reditto da considerare è pari a 28.000 euro lordi, con regole differenti a seconda della fascia di riferimento:


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  • Redditi entro 15.000 euro: il trattamento integrativo è automatico e può spettare fino al massimo annuale, ma occorre che l’imposta lorda calcolata sui redditi di lavoro dipendente e assimilati sia superiore alla detrazione da lavoro dipendente
  • Redditi superiori a 15.000 e fino a 28.000 euro: in questa fascia il beneficio spetta solo se la somma delle specifiche detrazioni ammesse (familiari a carico, spese mediche, mutuo prima casa, ristrutturazioni) supera l’imposta lorda. In questo caso il trattamento è pari alla differenza tra le detrazioni e l’imposta, comunque entro il limite di 1.200 euro annui
  • Oltre 28.000 euro di reddito il trattamento non spetta.

È importante sottolineare che il valore effettivo dell’Ex Bonus Renzi non è sempre pari al massimo di 1.200 euro. Il trattamento integrativo viene infatti riproporzionato ai giorni di lavoro effettivi: un contratto iniziato nel corso dell’anno, una cessazione anticipata, periodi privi di retribuzione oppure un’attività lavorativa svolta solo per alcuni mesi possono ridurre l’importo spettante.

Perché il bonus può mancare dalla busta paga

Il datore di lavoro riconosce normalmente il trattamento integrativo sulla base delle informazioni disponibili. Potrebbe però non è essere a conoscenza di un secondo impiego, di redditi da locazione o di tutte le detrazioni spettanti al dipendente.

Di conseguenza, quanto erogato durante l’anno può essere diverso dall’importo definitivo. Le situazioni da controllare con maggiore attenzione sono i cambi di lavoro, la presenza di più Certificazioni Uniche e il possesso di ulteriori redditi.

Gli scenari possibili sono quindi tre: l’ex Bonus Renzi può non essere stato versato, può essere stato riconosciuto ma soltanto in parte, oppure risultava spettante sulla carta ma non è stato erogato. In tutti e tre i casi, è possibile verificare facilmente di aver ricevuto o meno il trattamento controllando la Certificazione Unica.

Cosa controllare nella CU 2026

Per verificare di aver ricevuto il trattamento integrativo relativo al 2025 bisogna partire dalla Certificazione Unica 2026 e confrontarla con i cedolini e con il 730 già presentato.

I punti principali da controllare sono:

  • Campo 390: contiene il codice del trattamento integrativo. Il codice 1 indica che è stato erogato, anche parzialmente; il codice 2 indica che non è stato erogato.
  • Campo 391: riporta l’importo del trattamento effettivamente erogato dal sostituto.
  • Campo 392: indica l’eventuale trattamento non erogato, quando valorizzato.

Nel modello 730/2026, i dati del trattamento integrativo confluiscono invece nel rigo C14 del quadro C. In presenza di più CU, è necessario controllare anche gli eventuali conguagli, evitando duplicazioni degli importi.

Come recuperare l’Ex Bonus Renzi con il 730 integrativo entro il 26 ottobre

Chi ha già inviato il 730 non deve annullarlo per recuperare un trattamento integrativo non erogato. Se la correzione determina un maggior credito, un minor debito oppure lascia invariata l’imposta, può utilizzare il 730 integrativo entro il 26 ottobre 2026.

La presentazione deve avvenire tramite CAF o professionista abilitato, anche quando il modello originario è stato trasmesso autonomamente. Se invece la rettifica comporta un minor credito o un maggior debito, bisogna ricorrere al modello Redditi correttivo, presentabile entro il 2 novembre 2026. Questa possibilità resta disponibile anche per chi non ha presentato il 730 entro il termine del 30 settembre.

Quando arriva il rimborso e quando bisogna restituire il bonus

L’eventuale credito derivante dal 730 integrativo viene rimborsato direttamente in busta paga attraverso il sostituto d’imposta indicato nella dichiarazione. Se il 730 è senza sostituto, il pagamento viene effettuato invece dall’Agenzia delle Entrate.

Per i dipendenti, il conguaglio aggiuntivo dell’integrativo è normalmente atteso nella busta paga di dicembre 2026 o nella prima utile del 2027. Mentre i rimborsi diretti effettuati dall’Agenzia possono richiedere tempi più lunghi.