Un salvadanaio intestato ai bambini appena nati, alimentato dallo Stato e aperto ai versamenti delle famiglie: è questa la novità prevista dalla Manovra 2027 per iniziare a costruire un risparmio fin dalla nascita. Il provvedimento approvato dal Consiglio dei ministri introduce un Fondo Valore nuovi nati pari a 100 euro all’anno versati automaticamente dallo Stato fino al compimento dei 18 anni. Non si tratta, quindi, di una somma da spendere subito per le esigenze quotidiane, ma di una dotazione destinata al futuro dei figli che andrà ad aggiungersi alle altre misure simili già operative, come il Bonus nuovi nati.
La misura deve però completare il proprio percorso legislativo: alcune caratteristiche potrebbero cambiare durante il passaggio della Manovra in Parlamento. Importi, condizioni di accesso e modalità di utilizzo andranno pertanto verificati nel testo definitivo della legge di Bilancio. Ecco qui sotto tutti i dettagli disponibili finora.
Cos’è il Fondo per i nuovi nati previsto dalla Manovra
L’intervento nasce da una proposta del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e prevede l’apertura, da parte dell’INPS, di una posizione individuale per ciascun nuovo nato dal 2027. Il meccanismo viene descritto come un piccolo salvadanaio previdenziale: lo Stato versa una quota e la famiglia può contribuire ad accrescere il capitale con ulteriori versamenti liberi.
“È una scelta che cambia la storia della previdenza italiana. Finora la pensione si cominciava a costruire con il primo lavoro, da oggi inizia dalla nascita”, ha spiegato a questo proposito il presidente INPS Gabriele Fava. L’obiettivo dichiarato è quello di accumulare risorse nel tempo, da utilizzare alle condizioni previste dalla normativa oppure da mantenere per le finalità previdenziali dei nuovi nati.
Quanto versa lo Stato e da quando
Il Fondo dovrebbe riguardare i nuovi nati a partire dal 2027 e prevedere un versamento di 100 euro all’anno fino ai 18 anni. Sarà quindi l’INPS a versare ogni anno 100 euro sulla posizione intestata al bambino, dalla nascita fino alla maggiore età: i contributi statali formeranno così un capitale nominale di 1.800 euro, al quale si aggiungeranno nel tempo gli eventuali rendimenti degli investimenti. Il meccanismo punta perciò a far crescere le risorse attraverso piccoli versamenti regolari e un lungo periodo di accumulo.
Come funziona il salvadanaio e chi può alimentarlo
Il nuovo Fondo affianca poi al contributo statale di 100 euro annui la possibilità di effettuare versamenti familiari. A differenza dei versamenti pubblici, però, previsti automaticamente, quelli dei familiari saranno una scelta libera. La famiglia potrà lasciare quindi che il fondo cresca soltanto grazie ai contributi statali oppure incrementarlo con somme aggiuntive.
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Il disegno di legge individua anche chi potrà effettuare questi versamenti: i parenti fino al terzo grado e gli affini fino al secondo. Rientrano quindi genitori, nonni, fratelli, bisnonni e zii, oltre a figure come patrigno, matrigna e coniuge del nonno non biologico. Restano fuori invece i legami di grado successivo, come i coniugi degli zii.
Per incentivare la partecipazione familiare è prevista inoltre una detrazione IRPEF del 19% sui contributi volontari, applicabile a un massimo di 1.000 euro annui. Il risparmio fiscale potrà quindi arrivare a 190 euro all’anno, purché chi effettua il versamento abbia un’imposta sufficiente a utilizzare l’agevolazione.
Come sarà investito il capitale e quali risultati ipotizzano le simulazioni
Le risorse raccolte saranno gestite da Cassa depositi e prestiti secondo criteri di prudenza e salvaguardia del patrimonio. Il risultato degli investimenti non sarà però garantito: la crescita effettiva del fondo dipenderà esclusivamente dall’andamento dei mercati.
Le proiezioni riportate al momento ipotizzano un rendimento medio annuo del 3% e mostrano quanto possa incidere una lunga permanenza delle somme nel fondo. Con i soli 100 euro annui versati dall’INPS, il capitale raggiungerebbe circa 2.341 euro al compimento dei 18 anni. Lasciando investita questa somma, senza ulteriori prelievi, il valore stimato salirebbe a 9.394 euro a sessantacinque anni.
Se ai contributi pubblici si aggiungessero poi 500 euro annui della famiglia, il montante alla maggiore età sarebbe di circa 14.000 euro. Con un apporto familiare di 1.000 euro all’anno, pari al massimo previsto per la detrazione, il capitale stimato arriverebbe invece a 25.756 euro a 18 anni e supererebbe i 103.000 euro all’età del pensionamento. Si tratta tuttavia di scenari ipotetici, non di importi assicurati.
Quando e come si potranno utilizzare i soldi
Al compimento dei 18 anni, secondo il disegno di legge di Bilancio 2027, il titolare potrà chiedere il trasferimento delle somme accumulate a una forma di previdenza complementare. Sono previsti anche casi di riscatto delle somme, che dovranno essere individuati e disciplinati da un decreto attuativo apposito. Non è quindi previsto un prelievo automaticamente libero e senza vincoli alla maggiore età, e gli eventuali utilizzi alternativi alla pensione integrativa dipenderanno dalle condizioni stabilite dalla normativa definitiva e dalle disposizioni attuative
Nel caso in cui il neo-diciottenne opti per il trasferimento a una fondo di previdenza complementare, la scelta potrà ricadere su un fondo pensione negoziale collegato all’attività lavorativa, su un fondo aperto oppure su un piano individuale pensionistico. Dopo il trasferimento, le somme seguiranno le regole ordinarie della previdenza complementare. Sarà quindi possibile accedere alle anticipazioni previste da questo sistema, comprese quelle per spese sanitarie straordinarie e, dopo otto anni di iscrizione, per l’acquisto o la ristrutturazione della prima casa. Il fondo non nasce dunque come una disponibilità immediata da spendere alla maggiore età, ma come una base da destinare alla futura pensione integrativa.
Nella presentazione della misura, Meloni ha inoltre indicato che le somme non saranno tassabili né pignorabili e non potranno essere utilizzate prima dei 18 anni, salvo situazioni eccezionali subordinate all’autorizzazione di un giudice tutelare. Ma anche queste tutele e le relative eccezioni dovranno trovare riscontro nella disciplina definitiva.
Serve una domanda all’INPS?
Il Fondo Valore nuovi nati punta a semplificare l’accesso attraverso un’attivazione senza pratiche iniziali per le famiglie. Secondo il meccanismo previsto dal disegno di legge, quindi, i genitori non dovranno presentare una domanda né richiedere l’apertura della posizione: per i bambini nati dal 2027 sarà direttamente l’INPS a provvedere d’ufficio.
Cosa può cambiare durante l’esame in Parlamento
Il fondo rientra nella Manovra 2027 approvata dal Consiglio dei ministri, ma non è ancora inserito in una disciplina definitiva già pienamente operativa. Questo significa che durante l’esame parlamentare alcune caratteristiche della misura potrebbero essere modificate: dalla quantificazione del contributo alle condizioni di accesso, fino ai vincoli sulle somme e alle modalità di utilizzo. Il riferimento per conoscere diritti, importi e procedure sarà perciò il testo finale della Manovra, insieme alle successive indicazioni operative.