Pagamenti Assegno Unico novembre 2026, il calendario

Redazione

4 Novembre 2026

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2. Perché il pagamento di novembre può essere inferiore al solito

A settembre 2026, l’INPS ha avviato controlli su alcune Dichiarazioni sostitutive uniche utilizzate ai fini dell’Assegno Unico. L’iniziativa è stata illustrata in un messaggio pubblicato il 18 settembre e riguarda posizioni nelle quali sono state individuate possibili omissioni o differenze nei redditi autocertificati.

Secondo quanto riportato dall’Istituto, le DSU sottoposte ad approfondimento sarebbero circa 4.000. Le verifiche si sono concentrate sulle dichiarazioni presentate per ottenere l’ISEE corrente, e in sostanza l’INPS ha incrociato le informazioni fornite dai cittadini con quelle disponibili nei propri archivi, oltre che con i dati trasmessi da altre amministrazioni, compresa l’Agenzia delle Entrate. Il confronto ha interessato redditi, rapporti finanziari, immobili, composizione del nucleo e altri elementi che contribuiscono al calcolo dell’indicatore economico.

Nei casi in cui sono emerse incongruenze o è risultata necessaria ulteriore documentazione, è stato avviato un approfondimento sulla singola pratica. Per le famiglie coinvolte questo può comportare una revisione temporanea dell’importo dell’Assegno Unico, quindi durante gli accertamenti, o finché la dichiarazione non viene regolarizzata, la prestazione può essere calcolata secondo le regole applicate quando manca un ISEE valido. Non si tratta necessariamente di una sospensione o di una revoca dell’AUU: il pagamento può proseguire, ma con la quota minima e senza gli importi superiori e le maggiorazioni legate alla fascia ISEE della famiglia.

Gli effetti partono dalle mensilità di settembre 2026 e possono estendersi anche a novembre, se la posizione non è stata ancora sistemata. Alcuni beneficiari potrebbero quindi trovare un accredito più basso rispetto a quello normalmente ricevuto.

In ogni caso, le famiglie interessate dovrebbero aver ricevuto a settembre un’apposita comunicazione dell’INPS, che può contenere una richiesta di spiegazioni ulteriori o documenti che confermino le informazioni indicate nella DSU. Una volta trasmessi i chiarimenti richiesti, corretti gli errori o presentata una nuova dichiarazione valida, l’Istituto potrà tornare a calcolare il contributo considerando la situazione economica effettiva del nucleo.