L’Ex Bonus Renzi, oggi denominato trattamento integrativo, è in arrivo anche nel mese di novembre 2026. Questa misura contribuisce ad aumentare il netto dello stipendio di molti lavoratori dipendenti e, quando ricorrono le condizioni richieste, può essere riconosciuta anche a chi percepisce la NASpI.
Per riceverlo non serve una domanda specifica. Nel caso dei dipendenti, il pagamento viene normalmente effettuato dal datore di lavoro attraverso la busta paga; per i beneficiari NASpI, invece, è l’INPS a verificare il diritto e a liquidare l’eventuale importo. Il massimo annuale è di 1.200 euro, corrispondenti a circa 100 euro mensili, ma la cifra effettiva dipende dal reddito complessivo e dai giorni di lavoro o di indennità riconosciuti. Vediamo come funziona e quando sono attesi gli accrediti di novembre.
1. Ex Bonus Renzi: come funziona e quanto spetta
Il trattamento integrativo ha sostituito il precedente Bonus Renzi da 80 euro. Introdotto dal decreto-legge n. 3 del 2020, permette di ottenere un credito fino a 1.200 euro nell’arco dell’anno.
L’importo viene generalmente distribuito sulle varie mensilità dell’anno, quindi chi conserva tutti i requisiti per l’intero 2026 può ricevere fino a 100 euro al mese. Per i lavoratori dipendenti, la somma viene inserita direttamente in busta paga, tra le voci che aumentano l’importo da pagare, e non è sottoposta a un’ulteriore tassazione.
Non tutti, però, ricevono il massimo annuale. Il beneficio è rapportato ai giorni di lavoro effettivo: l’inizio di un contratto durante l’anno, la conclusione anticipata del rapporto, periodi senza retribuzione o un’attività svolta soltanto per alcuni mesi possono dunque ridurre la quota spettante.
Anche chi riceve la NASpI può avere diritto al trattamento integrativo, poiché l’indennità di disoccupazione è fiscalmente assimilata ai redditi da lavoro dipendente. Ma in questa situazione, il calcolo e il pagamento competono all’INPS anziché al datore di lavoro.
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