Pagamenti Ex Bonus Renzi ottobre 2026: il calendario

Redazione

5 Ottobre 2026

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Anche nel mese di ottobre 2026 è previsto il riconoscimento dell’ex Bonus Renzi, oggi noto come trattamento integrativo. L’agevolazione continua a incidere sul netto percepito da molti lavoratori dipendenti e, in determinate situazioni, da chi riceve la NASpI, offrendo un sostegno ai redditi più bassi.

Non occorre presentare un’apposita domanda. Il trattamento viene normalmente erogato dal datore di lavoro direttamente nel cedolino, mentre per i percettori di NASpI è l’INPS a effettuare il calcolo e a disporre l’eventuale pagamento. Il beneficio può raggiungere 1.200 euro nell’arco dell’anno, cioè circa 100 euro al mese, ma l’importo varia in base al reddito complessivo e ai giorni di lavoro o di indennità maturati. Ecco tutti i particolari.

1. Ex Bonus Renzi: cos’è, come viene erogato e quanto vale

Il trattamento integrativo è la misura che ha preso il posto del precedente Bonus Renzi da 80 euro. È stato introdotto dal decreto-legge n. 3 del 2020 e può arrivare fino a 1.200 euro annui.

Di norma il credito viene suddiviso nei diversi mesi dell’anno. Un dipendente in possesso dei requisiti per tutto il 2026 può quindi ricevere fino a circa 100 euro mensili. Non si tratta di una mensilità aggiuntiva o di una somma una tantum: è un credito che aumenta l’importo netto dello stipendio oppure, nei casi previsti, della prestazione NASpI.

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Per i lavoratori dipendenti, il riconoscimento avviene direttamente in busta paga. La somma compare tra le competenze del cedolino e non subisce un’ulteriore tassazione. Il risultato è un incremento della cifra netta accreditata al lavoratore.

Il valore effettivo non è sempre pari al massimo. Il trattamento integrativo viene infatti riproporzionato ai giorni di lavoro: un contratto iniziato nel corso dell’anno, una cessazione anticipata, periodi privi di retribuzione oppure un’attività lavorativa svolta solo per alcuni mesi possono ridurre l’importo spettante.


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Anche chi percepisce la NASpI a ottobre può avere diritto al trattamento integrativo. L’indennità di disoccupazione rientra infatti, sotto il profilo fiscale, tra i redditi assimilati a quelli da lavoro dipendente. In questo caso non è il datore di lavoro a riconoscere il credito: l’importo eventuale viene determinato e liquidato dall’INPS.