Pagamenti Ex Bonus Renzi settembre 2026: tutte le date

Redazione

4 Settembre 2026

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Anche a settembre 2026 è atteso il pagamento dell’ex Bonus Renzi, anche noto come trattamento integrativo. La misura continua a sostenere lavoratori dipendenti e, in specifiche circostanze, percettori di NASpI con redditi medio-bassi, contribuendo ad aumentare l’importo netto ricevuto ogni mese.

Il bonus non richiede una domanda separata: viene riconosciuto direttamente dal datore di lavoro in busta paga oppure dall’INPS nel caso dei titolari di indennità NASpI. L’importo massimo può arrivare a 1.200 euro annui, equivalenti a circa 100 euro mensili, ma la somma effettiva dipende dal reddito complessivo e dai giorni lavorati o indennizzati durante l’anno. Ecco i particolari.

1. Ex Bonus Renzi: come funziona e a quanto ammonta

Il trattamento integrativo, ancora conosciuto da molti come ex Bonus Renzi, è stato introdotto dal decreto-legge n. 3 del 2020. La misura ha sostituito e riformato il precedente bonus di 80 euro, portando il valore massimo potenziale a 1.200 euro all’anno.

Il beneficio viene normalmente ripartito su base mensile. Per chi possiede tutti i requisiti e lavora per l’intero anno, il credito può quindi arrivare a circa 100 euro al mese. Non si tratta di uno stipendio aggiuntivo né di un rimborso una tantum: è un credito che incrementa il netto mensile della retribuzione o, nei casi previsti, della NASpI.

Per i lavoratori dipendenti, la somma compare direttamente nel cedolino. L’importo non viene sottoposto a ulteriore tassazione e viene inserito tra le voci positive della busta paga, contribuendo ad aumentare la cifra effettivamente ricevuta.

Il valore spettante può essere inferiore al massimo annuale quando il rapporto di lavoro non copre l’intero anno. Il trattamento integrativo viene infatti rapportato ai giorni di lavoro effettivo: chi ha lavorato soltanto per alcuni mesi, ha avuto periodi non retribuiti o ha iniziato un nuovo contratto in corso d’anno riceverà una quota proporzionata.


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Anche i percettori di NASpI a settembre possono aver diritto al trattamento integrativo. L’indennità di disoccupazione viene infatti considerata, ai fini fiscali, un reddito assimilato a quello di lavoro dipendente. Ma in questi casi è l’INPS, e non un datore di lavoro, a calcolare l’eventuale importo spettante e a disporne il pagamento.