Pagamenti NASpI settembre 2026: tutte le date e come controllare l’accredito

Redazione

27 Agosto 2026

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La NASpI relativa al mese di settembre 2026 dovrebbe seguire, in linea di massima, il consueto schema di accredito. Come al solito non esiste un giorno di pagamento identico per tutti i beneficiari, ma le tempistiche dipendono dalla data della domanda, dalle verifiche effettuate dall’INPS e dai tempi di lavorazione della sede territoriale competente. Per questo è importante controllare la propria pratica e conoscere gli obblighi che consentono di mantenere l’indennità, oltre alle novità introdotte nel corso del 2026. Ecco tutti i dettagli qui sotto e le date di pagamento NASpI previste.

1. Obblighi e requisiti per ottenere la NASpI

Ricevere la NASpI dopo l’accoglimento della domanda non garantisce automaticamente il pagamento per tutta la durata della prestazione. Il beneficiario deve infatti continuare a rispettare gli adempimenti previsti dalla normativa.

I due obblighi principali sono:

  • DID valida e attiva: il titolare della NASpI deve avere presentato la Dichiarazione di Immediata Disponibilità al lavoro e mantenere valido lo status di disoccupato disponibile a lavorare. In mancanza della DID viene meno una delle condizioni fondamentali per il riconoscimento dell’indennità.
  • Partecipazione alle politiche attive: è necessario prendere parte alle attività definite nel patto di servizio personalizzato, come corsi formativi, colloqui di orientamento, iniziative di ricollocazione e incontri presso i servizi per l’impiego. L’assenza alle convocazioni o il rifiuto non giustificato delle attività proposte possono comportare tagli, sospensione o decadenza dalla NASpI.

Il percettore deve inoltre comunicare tempestivamente all’INPS qualsiasi variazione legata alla propria condizione lavorativa. Rientrano tra queste, ad esempio:

  • L’avvio di un’attività autonoma o l’apertura di una partita IVA
  • La stipula di un nuovo contratto da dipendente, anche se breve, part-time o a tempo determinato
  • La modifica di un rapporto già esistente, come la trasformazione da contratto a termine a tempo indeterminato.

Il mancato invio di queste comunicazioni può avere effetti rilevanti, tra cui:

  • Sospensione dell’erogazione
  • Perdita definitiva del diritto alla prestazione
  • Richiesta di restituzione delle somme incassate ma non spettanti.