Assegno di Inclusione in scadenza a giugno: quando fare la nuova domanda?

Pietro Ginechesi

30 Aprile 2025

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Per gli ex percettori del Reddito di Cittadinanza e chi ha avuto il primo pagamento dell’Assegno di Inclusione a gennaio 2024 con domanda presentata a dicembre 2023, si avvicina il momento della scadenza del sussidio, che ha una durata di 18 mesi. Molti si troveranno ora a dover affrontare il rinnovo, ma ci sono alcune scadenze e modalità che è fondamentale conoscere per evitare l‘interruzione del sostegno economico.

Quando fare la nuova domanda

Chi ha richiesto l’Assegno di Inclusione a dicembre 2023 si trova a ridosso del periodo del mese di stop (luglio), ossia quel mese in cui il sussidio giunge al termine e non viene rinnovato automaticamente. Non esiste un periodo di “sospensione” vero e proprio, ma piuttosto la fine del periodo di erogazione dell’Assegno, che prevede che la nuova domanda possa essere fatta un mese dopo la scadenza della precedente, che risulta giugno 2025 per chi ha presentato domanda a dicembre 2023. In altre parole, il mese successivo alla fine dell’Assegno di Inclusione non è un periodo di pausa, ma il momento in cui va presentata la domanda di rinnovo.

Per evitare l’interruzione del sussidio, è essenziale fare la nuova domanda entro la fine del mese di stop, affinché l’INPS possa elaborarla e avviare il pagamento del nuovo sussidio a partire dal 15 del mese successivo.

Le tempistiche da rispettare

Poiché il rinnovo riguarda il primo ciclo dell’Assegno di Inclusione per chi proviene dal Reddito di Cittadinanza, è possibile che si verifichino ritardi nell’elaborazione delle domande. A gennaio 2024 sono state approvate oltre 460.000 domande di ADI, e la situazione potrebbe ripetersi nelle settimane critiche, con una mole di richieste altrettanto elevata. In questo contesto, l’INPS potrebbe trovarsi in difficoltà nell’elaborare tutte le domande entro i termini stabiliti.

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Di conseguenza, non è da escludere che INPS possa decidere di estendere la scadenza per l’invio delle domande di rinnovo, posticipando la data di inoltro all’inizio del mese successivo, cioè ad agosto. In ogni caso, per evitare problematiche o ritardi nel rinnovo, è fondamentale presentare la domanda entro il mese di sospensione.


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Come evitare l’interruzione del sussidio

Per chi ha già fatto domanda di ADI a dicembre 2023, il rinnovo è una procedura imprescindibile. La domanda deve essere presentata rigorosamente durante il mese di stop, seguendo le istruzioni dell’INPS. In caso contrario non si potrà più beneficiare di ADI fino all’approvazione della nuova domanda.

Durata del rinnovo: 12 mesi

Un’altra novità riguarda la durata del rinnovo. A differenza della prima domanda, che ha una durata di 18 mesi, ogni rinnovo successivo avrà una durata di 12 mesi. È fondamentale tenerlo a mente per il rinnovo successivo, in modo da non trovarsi impreparati.

In sintesi, per gli ex percettori di Reddito di Cittadinanza che hanno presentato domanda per l’Assegno di Inclusione a dicembre 2023, è indispensabile fare la nuova domanda durante il mese di luglio, al fine di evitare l’interruzione del sussidio. Con l’alto numero di domande previste e la possibilità di ritardi, è consigliabile non rimandare la richiesta e tenere d’occhio gli aggiornamenti ufficiali dell’INPS.

Esempi di rinnovo ADI con scadenza 18 mesi

Sappiamo che è complicato riuscire a comprendere quali siano le reali tempistiche in cui presentare domanda di rinnovo e ricevere, quindi, solo il mese tassativo di STOP senza perdere ulteriori erogazioni. Quindi, qui si seguito, abbiamo stilato degli esempi pratici per capire quando correre al CAF per rinnovare la domanda ADI in scadenza. Attenzione, parliamo di pagamenti percepiti e non di presentazione della domanda:

  • Primo pagamento a Gennaio 2024, ultima mensilità a Giugno 2025
  • Primo pagamento a Febbraio 2024, ultima mensilità a Luglio 2025
  • Primo pagamento a Marzo 2024, ultima mensilità a Agosto 2025
  • Primo pagamento a Aprile 2024, ultima mensilità a Settembre 2025
  • Primo pagamento a Maggio 2024, ultima mensilità a Ottobre 2025
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La maggior parte dei percettori che ha presentato domanda a gennaio 2024, ha percepito doppia erogazione nel mese di febbraio 2024. In questi casi, il conteggio parte da gennaio perché si è usufruito di un arretrato. Quindi, chi ha iniziato ad avere i pagamenti a febbraio 2024, ad esempio, completerà i 18 mesi a giugno 2025 con sospensione a luglio e consequenziale presentazione di una nuova domanda.

Domanda decaduta, il conteggio cambia?

Il discorso del conteggio delle mensilità cambia nel caso di domanda decaduta nel corso di questi mesi: il conteggio non riparte da zero quando si ricomincia con una nuova domanda, bisogna quindi sommare anche le mensilità ricevute con la prima domanda decaduta.

Esempio 1:
Primo pagamento a Gennaio 2024, domanda decaduta a Marzo 2024 (quindi due mensilità ricevute). Presentando la nuova domanda nel mese di Aprile e ricominciando i pagamenti a Maggio, il conteggio sarà:
2 mensilità già ricevute + altre 16 a partire da Maggio 2024, quindi ultima mensilità con Agosto 2025 (e non a Ottobre 2025).
Esempio 2:
Primo pagamento ricevuto a Gennaio 2024, domanda decaduta a Giugno 2024 (quindi 5 mensilità ricevute).
Presentando la nuova domanda nel mese di Luglio e ricominciando a percepire i pagamenti ad Agosto, il conteggio sarà: 5 mensilità già ricevute + altre 13 a partire da Agosto 2024, quindi ultima mensilità con Agosto 2025 (e non a Gennaio 2026).