È attivo il contributo per le famiglie con figli che hanno frequentato una scuola paritaria nell’anno scolastico 2025/2026. Il bonus può arrivare fino a 1.500 euro per ciascuno studente, ma spetta soltanto nel rispetto di specifici requisiti di scuola frequentata e valore ISEE.
La misura è prevista dall’ultima legge di bilancio e dispone di una dotazione complessiva di 20 milioni di euro. Le domande devono essere inviate online attraverso la piattaforma Unica del Ministero dell’Istruzione e del Merito entro le ore 23:59 del 21 settembre 2026. Ecco qui sotto tutti i dettagli da conoscere sul bonus.
Chi può ottenere il bonus scuole paritarie 2026
Il bonus è rivolto alle famiglie di studenti che, nell’anno scolastico 2025/2026, hanno frequentato una scuola paritaria secondaria di primo grado, cioè le scuole medie, oppure uno dei primi due anni di una scuola paritaria secondaria di secondo grado (scuole superiori).
Restano quindi esclusi gli alunni delle scuole dell’infanzia, delle scuole primarie e del triennio delle superiori. Per ottenere l’agevolazione, lo studente deve inoltre risultare censito nell’Anagrafe nazionale degli studenti, gestita attraverso il sistema SIDI.
La richiesta può essere presentata dal genitore, dal tutore o da chi esercita la responsabilità genitoriale, purché faccia parte del nucleo familiare ai fini ISEE dello studente. Il contributo è richiedibile per ogni figlio che possiede tutti i requisiti previsti.
I requisiti ISEE per accedere
Per accedere al bonus è necessario avere un ISEE 2026 valido e non superiore a 30.000 euro. L’attestazione ISEE non deve contenere omissioni, difformità o annotazioni che ne impediscano l’utilizzo per la domanda.
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L’importo non è uguale per tutti: è previsto un sistema a fasce che favorisce i nuclei con un indicatore economico più basso. L’assegnazione effettiva dipenderà inoltre dal numero di richieste ammesse e dalle risorse disponibili. Ecco qui sotto le fasce ISEE e i rispettivi importi concessi dal beneficio:
| Fascia ISEE | Importo previsto per studente |
| Fino a 10.000 euro | Da 600 a 1.500 euro |
| Oltre 10.000 e fino a 20.000 euro | Da 400 a 1.300 euro |
| Oltre 20.000 e fino a 30.000 euro | Da 200 a 1.000 euro |
Il tetto di 1.500 euro, dunque, rappresenta l’importo massimo possibile e non una somma riconosciuta automaticamente a tutte le famiglie con ISEE entro 30.000 euro.
A quali spese si riferisce il bonus
È importante sottolineare che il bonus scuole paritarie 2026, erogato sotto forma di voucher, riguarda l’anno scolastico 2025/2026 già concluso e non le rette dell’anno 2026/2027. Il contributo, quindi, non viene decurtato a monte della retta pagata alla scuola, ma è fornito successivamente come rimborso.
Dopo l’istruttoria, e la definizione delle graduatorie, il pagamento è effettuato dagli Uffici scolastici regionali sul conto corrente indicato dal richiedente nella domanda.
Cumulabilità con gli altri aiuti regionali
Questo contributo statale può essere cumulato con eventuali bonus, voucher o buoni scuola concessi dalla Regione per la stessa finalità, come i bonus libri regionali o i bonus trasporti riservati a studenti. Chi ha ricevuto o richiesto un aiuto territoriale deve però indicarlo esplicitamente durante la compilazione della domanda.
Come indicato dal Ministero, esiste tuttavia un unico vincolo a livello di cumulabilità: il cumulo di aiuti non può superare il Costo medio per studente fissato dal Ministero, cioè 7.161,37 euro per la scuola secondaria di primo grado e 7.852,29 euro per la scuola secondaria di secondo grado, con riferimento all’anno scolastico 2025/2026. Se gli aiuti complessivi superano questi limiti, il contributo statale può essere ridotto o azzerato.
Come presentare domanda per il bonus scuole paritarie 2026
La domanda si presenta esclusivamente online, attraverso il servizio “Contributo alle famiglie per l’istruzione nelle scuole paritarie – A.S. 2025/2026” disponibile sulla piattaforma Unica del Ministero dell’Istruzione e del Merito.
Per accedere occorre una delle seguenti credenziali di identità digitale:
- SPID di livello 2
- Carta d’identità elettronica (CIE)
- Carta nazionale dei servizi (CNS)
Durante la procedura il richiedente deve selezionare lo studente interessato, rendere le dichiarazioni richieste, segnalare eventuali contributi regionali ricevuti e indicare un IBAN sul quale ricevere l’accredito. I controlli su scuola frequentata, posizione anagrafica e ISEE avvengono in modo automatico attraverso le banche dati della Pubblica amministrazione.
Le richieste possono essere inviate fino alle ore 23:59 del 21 settembre 2026. Dopo questa data, non sarà più possibile trasmettere l’istanza attraverso la procedura ordinaria su Unica.
Il caso particolare dei minori in affido
Per i minori collocati in affidamento familiare, qualora la piattaforma non consenta di completare correttamente la richiesta a causa della particolare composizione del nucleo ISEE – il minore in affidamento è infatti considerato ai fini fiscali come un nucleo familiare a sé stante – il Ministero ha previsto una modalità straordinaria di presentazione dell’istanza via PEC. Questa procedura è limitata alle situazioni indicate nell’avviso integrativo del MIM del 24 agosto 2026, consultabile qui.