Il Bonus edicole 2026 offre un sostegno alle rivendite di giornali e riviste per coprire parte delle spese di gestione e degli investimenti tecnologici. Il contributo può arrivare fino a 4.500 euro per impresa e riguarda i costi ammissibili sostenuti nel 2025. È previsto anche un ulteriore aiuto, fino a 500 euro, per chi ha effettuato consegne a domicilio di quotidiani e periodici. Le domande si potranno presentare dal 24 novembre al 22 dicembre 2026.
Non si tratta, quindi, di un importo fisso riconosciuto automaticamente a tutte le attività: il sostegno per le spese viene calcolato applicando una percentuale ai costi ammessi, entro il massimale previsto. Ecco come funziona la misura, quali spese possono essere considerate e quali sono le scadenze da segnare in calendario.
Come funziona il Bonus edicole 2026
Le regole di accesso al Bonus edicole 2026 sono state definite con il provvedimento del Capo del Dipartimento per l’informazione e l’editoria del 13 ottobre 2026, attuativo dell’articolo 1 del DPCM 30 luglio 2026. In base a queste fonti, le risorse destinate ai due interventi ammontano complessivamente a 10 milioni di euro, così suddivisi:
- 9 milioni di euro per il contributo sulle spese sostenute nel 2025
- 1 milione di euro per il sostegno alle consegne a domicilio effettuate nello stesso anno.
Il primo intervento riconosce un importo pari all’80% delle spese ammissibili, fino a un massimo di 4.500 euro per impresa. L’agevolazione viene concessa nel rispetto del regime europeo “de minimis”, che disciplina gli aiuti pubblici di importo limitato alle imprese.
A chi spetta il contributo
La misura riguarda le imprese che gestiscono punti vendita esclusivi per la rivendita di giornali e riviste. È importante distinguere questa categoria dagli esercizi che vendono quotidiani e periodici soltanto come attività non prevalente: per questi ultimi, infatti, è previsto un intervento separato, con proprie disposizioni attuative.
La distinzione incide anche sulle domande. Le date annunciate per il bonus destinato alle edicole non devono essere considerate automaticamente valide per tutti i negozi che, accanto ad altri prodotti, vendono anche articoli di stampa. Per i punti vendita non prevalenti, al 20 ottobre 2026, il relativo provvedimento attuativo risulta ancora in preparazione.
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Quali spese possono essere rimborsate
Il bonus edicole 2026 può essere concesso per rimborsare le spese di diverse voci legate al funzionamento dell’attività. Nel calcolo rientrano le spese sostenute nel 2025 per:
- IMU, TASI, CUP e TARI
- Canoni di locazione
- Energia elettrica
- Servizi telefonici e collegamento a Internet
- Acquisto o noleggio di registratori di cassa e registratori telematici
- Acquisto o noleggio di dispositivi POS
- Trasformazione digitale e ammodernamento tecnologico
- Contratti assicurativi relativi all’esercizio dell’impresa
- Servizi di assistenza contabile e fiscale.
Le spese vengono considerate al netto dell’IVA, quando prevista.
Per capire meglio il meccanismo del bonus, è utile fare un esempio: con 4.000 euro di spese interamente ammissibili, l’applicazione della percentuale dell’80% porta a un contributo base teorico di 3.200 euro. L’importo resta comunque soggetto alle condizioni della misura e ai limiti delle risorse disponibili.
Le maggiorazioni per aperture domenicali e nuove attività
Sono previsti inoltre incrementi del contributo per alcune situazioni specifiche:
- Una maggiorazione del 10% riguarda gli edicolanti che nel 2025 hanno garantito l’apertura per almeno il 50% delle domeniche comprese nel periodo di attività
- Una maggiorazione del 20% è invece prevista per chi ha aperto un nuovo punto vendita esclusivo oppure ha rilevato una rivendita già esistente.
In entrambi i casi rimane fermo il tetto di 4.500 euro: gli incrementi non consentono in alcun modo di superare questo limite.
Fino a 500 euro per le consegne a domicilio
Accanto al contributo sui costi dell’attività, è previsto un aiuto fino a 500 euro per impresa destinato agli edicolanti che nel 2025 hanno consegnato quotidiani e periodici a domicilio. Le consegne devono essere documentabili e il sostegno viene riconosciuto entro lo stanziamento complessivo di 1 milione di euro.
Anche in questo caso, la cifra indicata rappresenta un massimale: non va interpretata come un pagamento automatico dello stesso importo per ogni richiedente. Il requisito centrale è avere effettivamente svolto il servizio nell’anno di riferimento e poterlo documentare.
Quando e come presentare domanda
La finestra per richiedere il Bonus edicole 2026 si aprirà alle ore 10 del 24 novembre 2026 e terminerà alle ore 17 del 22 dicembre 2026. La procedura sarà esclusivamente online, attraverso il portale Impresainungiorno, con accesso tramite SPID, Carta nazionale dei servizi oppure Carta d’identità elettronica. È inoltre in corso di predisposizione un manuale operativo con le istruzioni per compilare e trasmettere la richiesta.
In attesa dell’apertura, il punto da tenere presente è soprattutto l’anno delle spese: il bonus 2026 prende in considerazione i costi sostenuti nel 2025, non quelli dell’anno in corso. Lo stesso riferimento temporale vale per le consegne a domicilio e per le aperture domenicali che danno accesso alla relativa maggiorazione.