Con l’inizio dell’anno scolastico tornano anche le spese per acquistare libri di testo, vocabolari, dizionari e altro materiale didattico. Per molte famiglie si tratta di un costo importante, soprattutto quando i figli frequentano le scuole medie, le superiori o l’università.
Accanto ai contributi messi a disposizione da Regioni e Comuni, alcuni lavoratori possono accedere a un aiuto meno conosciuto: il bonus libri degli enti bilaterali. Si tratta di prestazioni previste da enti collegati a specifici contratti e settori di lavoro, che possono rimborsare ai dipendenti, in tutto o in parte, le spese sostenute per l’istruzione dei figli.
Per il 2026 e per l’anno scolastico 2026/2027, in base al settore e all’ente di riferimento, sono previste misure con importi variabili: dai rimborsi da 200 o 250 euro fino a contributi che possono arrivare a 400 euro. Ecco tutti i dettagli da conoscere.
Bonus libri degli enti bilaterali, a chi spetta
Innanzitutto è importante chiarire subito un aspetto: non esiste un unico bonus libri degli enti bilaterali valido automaticamente per tutti i dipendenti italiani.
Le regole cambiano in base a diversi elementi: il contratto collettivo applicato in azienda, l’eventuale adesione del datore di lavoro a un ente bilaterale, la regolarità dei versamenti e il territorio in cui opera l’ente. Per questo due lavoratori con figli nella stessa scuola potrebbero avere accesso a contributi differenti, oppure non poter presentare domanda.
In molti casi l’aiuto è collegato all’ISEE del nucleo familiare e richiede di documentare le spese effettuate. Prima dell’invio della richiesta, quindi, è utile controllare attentamente bando, modulistica, requisiti e scadenza indicati dall’ente competente.
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A cosa serve il contributo
Il rimborso può riguardare principalmente l’acquisto dei libri scolastici, ma le prestazioni non sono sempre identiche. Alcuni enti includono anche vocabolari, dizionari e testi per l’università; altri limitano invece la misura a specifici cicli di istruzione o a determinate classi.
In generale, possono essere interessati:
- Figli iscritti alla scuola secondaria di primo grado, cioè le medie
- Studenti delle scuole superiori
- Universitari, se il regolamento dell’ente lo consente
- Lavoratori che rispettano le condizioni previste dall’ente bilaterale di riferimento.
Le ricevute di pagamento, gli scontrini fiscali, le fatture e l’eventuale elenco dei testi acquistati sono documenti spesso fondamentali. Senza una prova della spesa, infatti, il rimborso può essere negato anche quando il lavoratore possiede gli altri requisiti richiesti.
EBILP: 250 euro per libri e dizionari
Tra le misure previste per l’anno scolastico 2026/2027 c’è il contributo dell’EBILP, Ente Bilaterale Nazionale delle Libere Professioni e del Settore Privato.
La prestazione è destinata ai figli dei lavoratori iscritti all’ente da almeno 6 mesi (e in regola con i versamenti) che frequentano la scuola secondaria di primo o secondo grado. Il contributo riconosciuto è pari a 250 euro e può essere utilizzato per le spese relative a libri di testo, vocabolari e dizionari.
Per accedere alla misura è richiesto un ISEE non superiore a 30.000 euro, oltre alle condizioni previste sull’adesione dell’azienda e sulla regolarità contributiva. La finestra per la domanda relativa ai libri dell’anno scolastico 2026/2027 va dal 1° settembre al 31 dicembre 2026, nei limiti delle risorse disponibili.
Questo significa che non è consigliabile aspettare gli ultimi giorni: se il bando prevede un budget limitato, presentare la domanda in anticipo può essere una scelta sensata e prudente.
Toscana: contributi fino a 400 euro
In Toscana sono previste alcune opportunità rilevanti per lavoratori e famiglie. L’EBTT, Ente Bilaterale del Turismo Toscano, e l’EBITTOSC, Ente Bilaterale del Terziario Toscano, prevedono contributi destinati alle spese per i libri scolastici.
In questi casi il sostegno può arrivare fino a 400 euro. La prestazione può riguardare figli iscritti alle scuole medie, alle superiori e anche all’università. È necessario disporre di un ISEE in corso di validità e conservare la documentazione che dimostri gli acquisti effettuati.
La domanda per le spese sostenute nel 2026 deve essere trasmessa entro il 15 gennaio 2027. Anche qui occorre distinguere però tra il possesso dei requisiti e l’effettivo riconoscimento del contributo: importo, criteri di priorità e documenti richiesti vanno verificati direttamente nel regolamento applicabile.
Sempre in Toscana, i lavoratori dei comparti commercio e turismo possono inoltre verificare la prestazione prevista dall’EBCT.
Il contributo consiste nel rimborso del 50% della spesa sostenuta per l’acquisto di libri scolastici o universitari, fino a un massimo di 250 euro per lavoratore oppure per figlio, secondo le fasce ISEE indicate dal bando.
La scadenza riportata per l’invio delle richieste, in questo caso, è il 28 febbraio 2027. Il contributo non viene calcolato su una somma presunta, ma sulle spese che possono essere dimostrate, quindi è fondamentale conservare tutti i documenti di spesa necessari.
Ente Bilaterale Occhialeria: 300 euro per le superiori
Un’altra misura riguarda il settore dell’occhialeria. L’Ente Bilaterale Occhialeria prevede un contributo una tantum di 300 euro per i libri degli studenti iscritti al primo anno della scuola superiore, a partire dall’anno scolastico 2026/2027.
L’agevolazione spetta a un solo genitore per ciascun figlio e richiede un ISEE ordinario non superiore a 30.000 euro. Si tratta quindi di un aiuto mirato alle famiglie che affrontano il passaggio dalle medie alle superiori, un momento in cui la spesa per testi e materiale scolastico può aumentare sensibilmente.
Come verificare se spetta il Bonus libri degli enti bilaterali
Il primo passo è chiedere informazioni al datore di lavoro, all’ufficio del personale o al consulente che gestisce le buste paga. In particolare, è utile domandare quale contratto collettivo viene applicato e a quale ente bilaterale aderisce l’azienda.
Poi bisogna consultare il sito dell’ente e controllare:
- Requisiti per lavoratore, azienda e nucleo familiare
- Soglia ISEE eventualmente prevista
- Scuola o corso frequentato dal figlio
- Spese ammesse al rimborso
- Documenti da allegare
- Termini per presentare la domanda
- Eventuale limite delle risorse disponibili.
Gli enti bilaterali possono offrire anche altre prestazioni: contributi per asili nido, borse di studio, sostegno alla non autosufficienza, rimborsi sanitari o aiuti per la formazione. Verificare tutte le misure attive può quindi essere utile, non soltanto per l’acquisto dei libri.
Chi non può accedere a queste prestazioni dovrebbe comunque verificare bandi comunali e regionali, voucher scuola e altre agevolazioni locali. I contributi pubblici territoriali seguono infatti regole autonome e possono rappresentare un’alternativa concreta per ridurre il peso delle spese scolastiche.