La Provincia autonoma di Trento introduce un nuovo sostegno economico per le famiglie con bambini piccoli iscritti ai servizi per l’infanzia. Il contributo può arrivare fino a 2.500 euro all’anno per ciascun figlio e punta a ridurre ulteriormente la quota delle rette del nido che resta a carico dei genitori dopo gli altri aiuti disponibili.
La misura si applica alle spese sostenute dal 1° settembre 2026. Le richieste, però, non si presenteranno subito: per le rette pagate nel 2026 la prima finestra utile è infatti prevista tra aprile e settembre 2027. Ecco qui sotto tutti i dettagli sul bonus.
A chi spetta il Bonus nido Trentino 2026
Il bonus provinciale, che si affianca ad altre misure simili come il Bonus bebè Trentino-Alto Adige, è destinato ai nuclei familiari residenti in Trentino con figli di età compresa tra i 3 mesi e agosto dell’anno in cui compiono i 3 anni. Il sostegno riguarda i primi due figli della stessa madre, sia biologica sia adottiva, che fanno parte del nucleo del richiedente.
Per ottenere il rimborso, il bambino deve frequentare un servizio situato nella provincia di Trento. Rientrano tra le strutture ammesse:
- Nidi d’infanzia pubblici o privati, compresi i nidi aziendali
- Nidi familiari Tagesmutter
- Servizi conciliativi accreditati nell’ambito dei Buoni di servizio FSE+
Non basta, quindi, sostenere una spesa per la cura del bambino: occorre che il servizio frequentato rientri tra quelli individuati dalle regole provinciali.
Il requisito fondamentale dell’ICEF
L’accesso alla misura dipende anche dalla condizione economica della famiglia, valutata tramite l’ICEF Famiglia. Possono fare domanda i nuclei con un indicatore non superiore a 0,70.
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L’importo del contributo cambia inoltre in base alla fascia ICEF:
| Fascia ICEF Famiglia | Copertura della spesa residua | Limite massimo |
| Fino a 0,40 | 100% | 2.500 euro per figlio all’anno |
| Oltre 0,40 e fino a 0,70 | 50% | 2.500 euro per figlio all’anno |
Il rimborso non si calcola sull’intera retta del nido, ma esclusivamente sulla parte che resta effettivamente a carico della famiglia. Anche nel caso di ICEF fino a 0,40, la copertura totale riguarda quindi soltanto la spesa residua e resta soggetta al tetto annuo di 2.500 euro per bambino.
Rapporto con il Bonus nido INPS e i Buoni di servizio
Il nuovo contributo trentino si aggiunge ai sostegni già esistenti, ma non comporta un doppio rimborso della medesima spesa. Prima di chiedere il beneficio provinciale, il genitore deve quindi aver richiesto e già incassato il bonus asilo nido riconosciuto dall’INPS.
Nel calcolo dell’importo vengono sottratti dalla spesa sostenuta tutti gli aiuti pubblici ottenuti con la stessa finalità. In particolare, incidono:
- Il bonus nido INPS
- I Buoni di servizio FSE+
- Altri eventuali contributi pubblici destinati al pagamento della retta.
Un esempio pratico aiuta a capire il meccanismo. Se una famiglia ha pagato 3.000 euro di rette nell’anno e ha già ricevuto 1.500 euro attraverso bonus INPS e altri sostegni, la spesa residua è pari a 1.500 euro. Con ICEF fino a 0,40, il contributo provinciale può coprire l’intera cifra residua; con ICEF superiore a 0,40 e fino a 0,70, il rimborso sarebbe invece pari al 50%, cioè 750 euro. In ogni caso resta fermo il massimale annuale di 2.500 euro per figlio.
Quando fare domanda per il Bonus nido Trentino
Le domande dovranno essere presentate nell’anno successivo a quello in cui sono state sostenute le spese. La finestra indicata va da aprile a settembre. Di conseguenza, per le rette ammissibili pagate a partire dal 1° settembre 2026, la procedura potrà essere avviata tra aprile e settembre 2027.
La richiesta potrà essere inoltrata tramite la piattaforma che sarà resa disponibile sul sito della Provincia autonoma di Trento oppure rivolgendosi a un patronato. Un aspetto da verificare con attenzione riguarda l’intestazione dei documenti di spesa: le fatture devono essere intestate alla stessa persona che presenta sia la domanda per il bonus nido INPS sia quella per il contributo provinciale.
Cosa preparare
Per evitare problemi al momento della domanda, le famiglie interessate dovrebbero conservare in modo ordinato fatture, ricevute e documentazione relativa agli aiuti già incassati. È utile controllare per tempo anche l’ICEF Famiglia, perché da questo valore dipende la percentuale di spesa rimborsabile.
La gestione operativa del nuovo aiuto è affidata ad Apapi. Per informazioni, l’Agenzia per la coesione sociale mette a disposizione il numero 0461 494110; ulteriori dettagli saranno pubblicati sui canali istituzionali della Provincia autonoma di Trento.