Bonus mobili, pronta la svolta: potrai usarlo per pagare debiti su IMU, TARI, bollo e multe

Redazione

22 Maggio 2026

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Il Governo italiano sta mettendo a punto un’importante riforma per il bonus mobili, con l’obiettivo di trasformarlo in uno strumento molto più flessibile per i contribuenti. Attualmente in fase di discussione presso la Commissione Finanze e Tesoro del Senato, la misura prevede la possibilità di sanare i debiti accumulati verso gli enti locali utilizzando crediti derivanti dalla detrazioni per i mobili. Ecco tutti i dettagli.

Bonus mobili, come compensare tasse locali e multe arretrate

Oggi il sistema fiscale italiano prevede una rigida separazione tra i crediti verso l’Erario statale – riconosciuti sotto forma di detrazione IRPEF in dichiarazione dei redditie i debiti maturati nei confronti degli enti locali. Questa divisione crea però un paradosso: un cittadino può vantare uno sconto fiscale riconosciuto dallo Stato e, allo stesso tempo, subire procedure di recupero per tributi locali non pagati.

Per superare questa anomalia, la Sottosegretaria al Ministero dell’Economia e delle Finanze, Sandra Savino, ha anticipato una potenziale svolta. L’idea è quella di consentire la compensazione dei crediti derivanti dal bonus mobili con i debiti locali. Se la norma venisse confermata, i contribuenti potrebbero utilizzare le quote maturate per saldare le imposte non pagate. Rientrerebbero in questa possibilità tributi come IMU, TARI, il bollo auto e persino le multe stradali arretrate, in un quadro in cui potrebbe diventare sempre più rilevante anche il principio del “niente bonus con tasse non pagate“. Attualmente, l’agevolazione per i mobili viene ripartita in 10 rate annuali di pari importo come detrazione. La nuova opzione permetterebbe invece di trasformare queste quote in un credito immediatamente spendibile per la compensazione, offrendo maggiore respiro finanziario alle famiglie.

Le nuove regole sul Bonus mobili e il calcolo dal 2027

Accanto al meccanismo di compensazione, il d.l. n. 38/2026 potrebbe ospitare una vera e propria revisione strutturale del bonus mobili, delineata in un emendamento a firma del Presidente della Commissione Finanze del Senato, Massimo Garavaglia. L’obiettivo è quello di inglobare la detrazione per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici all’interno del più ampio bonus ristrutturazione edilizia, regolato dall’art. 16 bis del T.U.I.R.

Fino al 31 dicembre 2026, l’agevolazione garantisce una detrazione del 50% per mobili su una spesa massima di 5.000 euro, a prescindere dall’importo investito nei lavori di recupero edilizio. Con la riforma prevista a partire dal 1° gennaio 2027, questo sistema sparirebbe. L’importo detraibile diventerebbe proporzionale all’investimento: chi esegue lavori di modesta entità riceverà un contributo inferiore, mentre chi sostiene opere importanti otterrà un vantaggio maggiore.

Inoltre, bisogna considerare il calo generalizzato delle aliquote previsto dal 2027. La detrazione prevista dal bonus ristrutturazione scenderà al 36% per l’abitazione principale e al 30% per gli altri immobili. Queste nuove percentuali si applicheranno anche all’acquisto degli arredi collegati alla ristrutturazione.


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Quali sono i prossimi passi per l’approvazione

È fondamentale precisare che tutte le misure descritte sono attualmente in fase di valutazione presso il Senato della Repubblica. Le proposte normative, compreso il meccanismo di compensazione e il nuovo calcolo dal 2027, dovranno superare l’esame e confluire nel testo finale della legge di conversione del Decreto Fiscale.

L’iter parlamentare potrebbe portare a ulteriori modifiche, approvazioni definitive o stralci. Per avere la certezza assoluta sui nuovi requisiti e sulle tempistiche del bonus mobili, i contribuenti dovranno quindi attendere la conclusione dei lavori e la pubblicazione della legge in Gazzetta Ufficiale.