L’Assegno di Inclusione continua a rappresentare nel 2026 una misura essenziale di sostegno per i nuclei familiari che vivono una condizione di difficoltà economica. Anche a settembre, l’INPS seguirà una programmazione dei pagamenti su più date, come anticipato nel calendario ufficiale già pubblicato dall’Istituto: le tempistiche cambieranno in base al fatto che si tratti di una prima erogazione, di un rinnovo oppure di una mensilità ordinaria già in corso.
Per mantenere l’accesso al beneficio occorre continuare a rispettare requisiti reddituali e patrimoniali, oltre agli obblighi previsti dai percorsi di inclusione sociale e lavorativa. Il 2026 ha inoltre introdotto alcune modifiche importanti, soprattutto sulle regole per il rinnovo dopo i primi 18 mesi di fruizione. Ecco qui sotto il calendario completo dei pagamenti Assegno di Inclusione di settembre 2026 e tutti i dettagli da conoscere.
1. Assegno di Inclusione, i requisiti economici per il 2026
Per ottenere l’ADI nel 2026, il nucleo familiare deve possedere un ISEE valido e non superiore a 10.140 euro.
Oltre all’ISEE, viene considerato il reddito annuo familiare. La soglia ordinaria è fissata a 6.500 euro, da moltiplicare per il parametro corrispondente della scala di equivalenza. Questo parametro tiene conto del numero dei componenti del nucleo e della presenza di situazioni che richiedono maggiore tutela, come minori, disabilità o non autosufficienza.
I requisiti patrimoniali da rispettare sono invece due:
- Il patrimonio immobiliare, senza considerare la casa di abitazione principale, non deve superare i 30.000 euro
- Il patrimonio mobiliare, come conti correnti, depositi e investimenti, non può superare 6.000 euro per una persona sola, 8.000 euro per un nucleo formato da due persone e 10.000 euro per nuclei con almeno tre componenti.
1.1 I requisiti di cittadinanza e residenza
L’Assegno di Inclusione può essere richiesto da cittadini italiani, cittadini dell’Unione europea e cittadini di Paesi terzi che possiedono un permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo.
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È richiesto anche il requisito della residenza: al momento della domanda, il richiedente deve aver risieduto in Italia per almeno cinque anni, di cui gli ultimi due anni in modo continuativo. Il rispetto di questa condizione viene verificato insieme agli altri requisiti necessari per il riconoscimento del beneficio.