2. A chi è riconosciuta la NASpI nel 2026
La NASpI è destinata alle persone che hanno perso lavoro in modo involontario. L’accesso riguarda, tra gli altri, apprendisti, dipendenti pubblici a termine e lavoratori subordinati che subiscono la cessazione del rapporto senza averla scelta volontariamente.
Le situazioni che consentono di richiedere l’indennità comprendono:
- Licenziamento, incluso quello per giusta causa
- Licenziamento seguito dall’accettazione dell’offerta di conciliazione prevista dall’articolo 6 del decreto legislativo n. 22/2015
- Licenziamento disciplinare, che anche se dipende da una condotta del dipendente resta giuridicamente una cessazione non volontaria
- Naturale scadenza di un contratto a tempo determinato
- Risoluzione consensuale nell’ambito della procedura conciliativa davanti alla Direzione territoriale del lavoro, prevista dall’articolo 7 della legge n. 604/1966
- Risoluzione consensuale conseguente al rifiuto di un trasferimento in una sede distante oltre 50 chilometri dalla residenza del lavoratore
- Dimissioni per giusta causa, quando il comportamento del datore rende insostenibile proseguire il rapporto, come nel caso di reiterato mancato pagamento dello stipendio
- Dimissioni durante il periodo protetto di maternità o paternità, nel rispetto delle condizioni previste dalla legge.
Le dimissioni volontarie rese al di fuori di queste ipotesi, in via generale, non permettono di ottenere la NASpI, anche se il lavoratore possiede i requisiti contributivi richiesti. Tra questi, resta fondamentale poter far valere almeno 13 settimane di contribuzione nei quattro anni precedenti l’inizio della disoccupazione.