Bonus scuola 2026/2027, tutte le detrazioni e le agevolazioni disponibili

Redazione

10 Settembre 2026

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L’avvio dell’anno scolastico 2026/2027 riporta al centro una delle principali voci di spesa delle famiglie: istruzione, libri, mensa, trasporto, uscite didattiche, materiale scolastico e rette. Per alleggerire il peso economico del rientro a scuola, sono disponibili diversi bonus e agevolazioni: alcuni operano attraverso la dichiarazione dei redditi, altre sono contributi diretti e altre ancora dipendono da bandi regionali o comunali.

Le possibilità non sono uguali per tutti. Alcuni aiuti, come la detrazione del 19% delle spese scolastiche, riguardano molti genitori; altri, come il bonus per le scuole paritarie, sono vincolati a fasce ISEE e a una precisa procedura online. Esistono infine contributi per i libri di testo che possono cambiare da Comune a Comune e da Regione a Regione. Ecco qui sotto tutti i dettagli.

Detrazione delle spese scolastiche nel modello 730

Il principale strumento nazionale per recuperare una parte delle spese di istruzione è la detrazione fiscale del 19% inserita nel modello 730 o nel Modello Redditi. Il beneficio riguarda i costi sostenuti per la frequenza delle scuole dell’infanzia, delle elementari, delle medie e delle superiori, statali o paritarie.

Dal 2026, la soglia massima di spesa su cui calcolare la detrazione sale a 1.000 euro per ogni alunno o studente. Rispetto al precedente tetto di 800 euro, la modifica permette di ottenere un risparmio fiscale maggiore: la detrazione può arrivare fino a 190 euro per figlio, purché siano rispettate le condizioni reddituali previste.

Per ottenere le detrazioni nel modello 730 possono essere indicate molte delle spese effettivamente collegate alla frequenza scolastica, come:

  • Tasse di iscrizione e contributi richiesti dalla scuola
  • Rette per la mensa
  • Costi dei servizi di pre-scuola e post-scuola
  • Gite, viaggi di istruzione, uscite didattiche e attività formative
  • Corsi di lingue, musica e laboratori approvati dal consiglio di istituto
  • Spese per il trasporto scolastico e lo scuolabus.

Non tutto ciò che si acquista per la scuola, però, può essere scaricato. Restano esclusi dalla detrazione i libri di testo, i dizionari, i quaderni, i diari, gli astucci, gli zaini e, più in generale, la cancelleria e il materiale scolastico ordinario.


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Per usufruire della detrazione è fondamentale conservare ricevute, fatture, bollettini, quietanze e documenti di pagamento tracciabile. Le spese dovranno poi essere inserite nella dichiarazione dei redditi dell’anno successivo a quello in cui sono state sostenute.

Bonus per l’iscrizione alle scuole paritarie

Tra le novità più importanti per l’anno scolastico 2026/2027 figura il contributo per le famiglie con figli iscritti alle scuole paritarie. Introdotto dalla Legge di Bilancio 2026, il bonus può raggiungere 1.500 euro per studente e viene riconosciuto alle famiglie con ISEE non superiore a 30.000 euro.

L’importo non è identico per tutti, perché viene modulato in base alla fascia ISEE. Il contributo più alto, compreso tra 600 e 1.500 euro, è previsto per i nuclei con indicatore fino a 10.000 euro. Per ISEE da 10.000,01 a 20.000 euro, il bonus oscilla invece tra 400 e 1.300 euro; mentre nella fascia da 20.000,01 a 30.000 euro, l’importo può andare da 200 a 1.000 euro.

La domanda deve essere presentata online attraverso la piattaforma Unica del Ministero dell’Istruzione e del Merito, entrando con le proprie credenziali digitali nel servizio “Agevolazioni”. Il termine è fissato al 21 settembre 2026.

Possono richiedere il contributo i genitori o chi esercita la responsabilità genitoriale per studenti che, nell’anno scolastico 2025/2026, hanno frequentato una scuola paritaria secondaria di primo grado, cioè le medie, oppure uno dei primi due anni della scuola secondaria di secondo grado.

Il bonus nazionale per le scuole paritarie non impedisce di beneficiare di altri aiuti per l’istruzione previsti da Regioni, Comuni o enti locali. È quindi importante verificare se nel territorio di residenza esistano ulteriori bandi per trasporto, mense, rette, libri o altre spese scolastiche.

Bonus e voucher per i libri di testo

I libri scolastici restano una delle uscite più pesanti per le famiglie. A livello locale sono attivi contributi, voucher e rimborsi che possono aiutare nell’acquisto dei testi, ma regole, scadenze e importi variano in modo significativo da territorio a territorio.

In linea generale, molte misure regionali e comunali partono da una soglia ISEE fissata intorno a 15.493,71 euro. Al di sopra di questo valore, Regioni e Comuni possono decidere di estendere la platea dei beneficiari, innalzando il limite economico oppure introducendo proprie fasce di contribuzione.

Per ottenere i voucher libri è essenziale controllare il sito del Comune di residenza, della Regione, della scuola frequentata o dell’ente che gestisce il diritto allo studio. Alcuni bandi prevedono l’accredito di una somma su carta elettronica, altri il rimborso dopo l’acquisto, altri ancora consentono di usare un buono direttamente presso cartolibrerie convenzionate.

Accanto ai contributi locali, la Legge di Bilancio 2026 ha introdotto un nuovo bonus libri per i nuclei con ISEE non superiore a 30.000 euro. La misura, però, richiede ancora i provvedimenti necessari per stabilire modalità di domanda, importi, criteri di assegnazione e riparto delle risorse.

Non esiste quindi, al momento, una procedura nazionale unica e definitiva per richiedere questo nuovo bonus. La gestione dovrà passare da Regioni e Comuni: per questo, le famiglie interessate dovranno attendere i bandi territoriali e consultare le indicazioni pubblicate dagli enti competenti.

Quanto costa il rientro a scuola

Il tema dei bonus è particolarmente rilevante perché i costi del rientro scolastico continuano a crescere. Secondo l’Osservatorio nazionale Federconsumatori, per l’anno scolastico 2026/2027 la spesa media per il solo corredo scolastico arriva a 673,60 euro per studente, con un aumento del 2,3% rispetto al 2025.

Per i libri di testo obbligatori e due dizionari, la spesa media stimata è invece di 545,66 euro, in crescita dell’1,6% rispetto all’anno precedente. I prezzi cambiano però in base al canale di acquisto: Federconsumatori segnala che supermercati e ipermercati risultano mediamente più convenienti, mentre cartolibrerie e vendite online possono presentare rincari più marcati.

Le cifre aumentano ulteriormente per chi affronta il passaggio a un nuovo ciclo scolastico. Per uno studente che inizia la prima media, le stime arrivano a circa 561 euro per libri e dizionari, a cui si aggiungono circa 673 euro di corredo: il totale supera quindi 1.235 euro.

Per chi comincia la prima superiore, il conto può oltrepassare 1.478 euro, considerando libri, dizionari e materiale necessario. E se si aggiungono pc, webcam, software e altri strumenti digitali di base, la spesa può crescere di oltre 421 euro.

Anche il monitoraggio dell’Osservatorio EURES-ADOC segnala un quadro impegnativo: la spesa per libri nuovi e usati può raggiungere complessivamente un miliardo di euro, a cui si sommano almeno 200 milioni per dizionari, materiale tecnico e cancelleria.

Secondo ADOC, il caro scuola rischia di trasformare il diritto allo studio in un peso sempre più difficile da sostenere. Tra le proposte avanzate dall’associazione c’è l’estensione della detrazione fiscale del 19% anche ai libri di testo, una misura che avrebbe un costo stimato per lo Stato tra 70 e 140 milioni di euro.

Come ridurre le spese

Per non perdere le agevolazioni, le famiglie dovrebbero muoversi con anticipo. Il primo passo è verificare di avere un ISEE aggiornato, indispensabile per il bonus scuole paritarie e per la maggior parte dei voucher locali dedicati ai libri. E in caso negativo, il consiglio è di affidarsi subito al servizio online ISEE Express per essere in regola e ottenere le agevolazioni.

È poi utile controllare le scadenze: il contributo per le scuole paritarie richiede la domanda entro il 21 settembre 2026, mentre i bandi per libri, trasporto o mensa possono avere termini diversi a seconda della Regione o del Comune.

Infine, conviene conservare ricevute e documenti di pagamento delle spese scolastiche detraibili. La detrazione del 19% non offre un rimborso immediato, ma può ridurre l’imposta dovuta nella dichiarazione dei redditi e recuperare fino a 190 euro per ciascun figlio sulle spese ammesse.