2. Chi può ricevere la NASpI nel 2026
La NASpI tutela chi perde involontariamente un impiego subordinato. Tra i possibili destinatari ci sono gli apprendisti, i dipendenti pubblici a tempo determinato e, più in generale, i lavoratori dipendenti il cui rapporto si interrompe senza la scelta volontaria di lasciare il posto.
Le situazioni che possono consentire l’accesso comprendono:
- Il licenziamento, anche per giusta causa
- Il licenziamento seguito dall’accettazione dell’offerta di conciliazione
- Il licenziamento disciplinare, che resta una perdita involontaria del lavoro anche quando deriva da condotte contestate al dipendente
- La scadenza di un contratto a tempo determinato
- La risoluzione consensuale nell’ambito della procedura conciliativa davanti alla Direzione territoriale del lavoro prevista dalla legge n. 604/1966
- La risoluzione consensuale conseguente al rifiuto di trasferirsi in una sede aziendale distante oltre 50 chilometri dalla propria residenza
- Le dimissioni per giusta causa, ad esempio in presenza di ripetuti mancati pagamenti dello stipendio
- Le dimissioni nel periodo protetto di maternità o paternità, quando sussistono le condizioni stabilite dalla legge.
Al di fuori delle ipotesi ammesse, le dimissioni volontarie non permettono generalmente di ottenere la NASpI. Per accedere all’indennità resta inoltre necessario aver maturato almeno 13 settimane di contribuzione nei quattro anni che precedono la cessazione del rapporto di lavoro.