Pagamenti NASpI novembre 2026: le date da segnare e come verificare l’accredito

Redazione

29 Ottobre 2026

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3. Le novità NASpI del 2026

3.1 Rivalutazione dell’indennità e benefici sul cuneo fiscale

Nel 2026 gli importi della NASpI sono stati aumentati dell’1,4%, attraverso la rivalutazione annuale collegata all’indice ISTAT. Il calcolo continua a prendere come riferimento la retribuzione imponibile ai fini previdenziali degli ultimi quattro anni. L’importo iniziale viene determinato applicando il 75% della retribuzione media mensile, secondo le soglie previste. Per il 2026 il limite massimo dell’indennità è fissato a 1.584,70 euro lordi mensili.

Da ottobre 2026, alcuni beneficiari potrebbero inoltre ottenere i vantaggi del taglio del cuneo fiscale introdotto dalla Legge di Bilancio 2025, considerando che la NASpI è fiscalmente assimilata al reddito da lavoro dipendente.

Il beneficio cambia in relazione al reddito complessivo annuo:

  • Fino a 20.000 euro può essere riconosciuta una somma aggiuntiva non imponibile
  • Per redditi superiori a 20.000 euro e fino a 40.000 euro può spettare un’ulteriore detrazione IRPEF, che diminuisce progressivamente oltre 32.000 euro e si azzera a 40.000 euro.

Non si tratta quindi di un incremento fisso destinato a tutti i percettori. Anche sulle tempistiche occorre distinguere le diverse prestazioni. Il messaggio INPS n. 2829 del 14 settembre 2026 indica ottobre come mese di applicazione dei benefici per i trattamenti di accompagnamento alla pensione, tra cui Isopensione e Ape Sociale, ma non stabilisce un calendario analogo per la NASpI. Di conseguenza, le eventuali somme aggiuntive non devono necessariamente arrivare a tutti già a ottobre: per alcuni beneficiari il riconoscimento potrebbe slittare a novembre 2026 o nei mesi successivi.

3.2 NASpI anticipata: pagamento suddiviso in due quote

Nel 2026 cambiano anche le modalità di erogazione della NASpI anticipata. Questa possibilità riguarda chi intende utilizzare l’indennità residua per iniziare un’attività autonoma, aprire una partita IVA oppure entrare in una società come lavoratore autonomo.

Fino al 2025, il residuo veniva normalmente versato in un’unica soluzione. Con la Legge di Bilancio 2026 e il messaggio INPS n. 1215 del 7 aprile 2026, l’anticipazione viene invece articolata in due pagamenti:


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  • Una prima quota del 70% dell’importo residuo, liquidata dopo l’accoglimento della richiesta e il controllo dei requisiti
  • Una seconda quota del 30%, riconosciuta entro 6 mesi se continuano a essere rispettate le condizioni previste.

Prima di autorizzare il saldo, l’INPS verifica che il beneficiario non abbia iniziato un nuovo lavoro subordinato e non sia diventato titolare di una pensione diretta, come quella di vecchiaia o anticipata. È prevista tuttavia un’eccezione per l’assegno ordinario di invalidità: la sua percezione non impedisce l’erogazione della seconda quota.