Bonus librerie under 35: contributi per giovani fino a 24.000 euro. A chi spettano e quando scadono le domande

Redazione

7 Settembre 2026

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C’è ancora tempo per richiedere il Bonus librerie under 35, il contributo a fondo perduto rivolto ai giovani che hanno aperto o intendono aprire una libreria indipendente. La domanda deve essere inviata via PEC entro le ore 15:00 del 13 ottobre 2026, termine prorogato rispetto alla scadenza inizialmente prevista.

La misura mette a disposizione 4 milioni di euro complessivi e punta a sostenere sia le realtà già operative sia i nuovi progetti imprenditoriali nel settore della vendita di libri. Il contributo ordinario può raggiungere i 24.000 euro, con una quota aggiuntiva fino a 1.000 euro per attività di formazione e tutoraggio documentate. Si aggiunge ad altre misure nazionali già attive rivolte agli under 35, come l’Incentivo autoimpiego under 35 e il Bonus Giovani 2026. Ecco tutti i dettagli sul bonus.

A chi è rivolto il Bonus librerie under 35

Il bando del Ministero della Cultura, attuato tramite il decreto della Direttrice generale Biblioteche e Istituti Culturali n. 585 del 15 giugno 2026, si rivolge a persone fisiche titolari o legali rappresentanti di librerie indipendenti o affiliate, purché non facciano parte di catene o gruppi editoriali o imprenditoriali. Il requisito anagrafico è particolarmente importante: alla data del 28 dicembre 2024, data di entrata in vigore della norma istitutiva, il richiedente non deve aver ancora compiuto 35 anni.

Oltre all’età, occorre rispettare le condizioni previste dal bando sotto il profilo dell’affidabilità dell’impresa e del richiedente. Tra queste figurano l’assenza di condanne definitive per determinati reati contro la pubblica amministrazione, l’assenza di procedure concorsuali e l’assenza di gravi illeciti professionali.

Il bonus si articola in due linee di finanziamento, con destinatari e requisiti diversi. Prima di predisporre la documentazione, quindi, è essenziale individuare correttamente il proprio canale di accesso.

Le due linee di finanziamento previste dal bonus

La prima linea dispone di 1 milione di euro ed è pensata per librerie già aperte dopo il 30 dicembre 2023. L’attività deve trovarsi in uno dei Comuni rientranti nelle tipologie previste dalla legge sui piccoli Comuni e, nello stesso territorio, non deve essere presente un altro punto vendita di libri.


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Per questa linea, l’attività deve avere specifici codici ATECO collegati al commercio al dettaglio di libri o di libri usati. Inoltre, il richiedente deve poter dimostrare, con asseverazione di un professionista abilitato, che la vendita di libri ha rappresentato almeno il 30% del fatturato complessivo dell’esercizio per almeno due mesi prima della domanda.

La seconda linea, finanziata con 3 milioni di euro, è invece dedicata alle librerie aperte dopo il 30 giugno 2024 e alle attività ancora da avviare. In questo caso, il progetto può riguardare qualunque area del territorio nazionale, a condizione che si tratti di una libreria indipendente o affiliata non riconducibile a catene o gruppi.

Per le iniziative già aperte è necessario che l’avvio risulti dalla SCIA presentata al Comune. Chi deve ancora avviare il punto vendita potrà concorrere comunque, ma dovrà presentare la SCIA entro 180 giorni dalla comunicazione di ammissione al contributo.

LineaRisorse disponibiliDestinatari
Linea 11 milione di euroLibrerie avviate dopo il 30 dicembre 2023 in determinati piccoli Comuni senza altri rivenditori di libri.
Linea 23 milioni di euroLibrerie avviate dopo il 30 giugno 2024 o ancora da aprire in Italia.

Quali spese sono finanziabili

Le risorse possono essere utilizzate per affrontare una parte consistente degli investimenti iniziali o di consolidamento di una libreria. Sono ammesse, ad esempio:

  • Le spese per il restauro e l’adeguamento dei locali destinati alla vendita
  • L’acquisto e l’allestimento delle scaffalature
  • L’installazione di impianti di sicurezza, antincendio, videosorveglianza e antitaccheggio..

Rientrano tra i costi finanziabili anche la creazione della rete informatica, la digitalizzazione dell’attività, gli oneri amministrativi — esclusi imposte, tasse e contributi obbligatori — e i percorsi di formazione o tutoraggio svolti da operatori specializzati o associazioni del settore.

Per una libreria già attiva sono considerate ammissibili solo le spese sostenute entro la presentazione della domanda. Per le attività ancora da aprire, invece, possono essere inseriti sia costi già affrontati sia spese future, documentate con preventivi.

Un esempio pratico: un giovane che progetta una libreria di quartiere può inserire nel piano le opere necessarie per rendere agibile il locale, gli arredi espositivi, il registratore di cassa e la rete informatica, oltre a un servizio di tutoraggio per avviare l’attività. Tutti gli importi dovranno però essere coerenti, documentabili e collegati al progetto imprenditoriale presentato.

Importi e pagamenti del Bonus librerie under 35

Il contributo ordinario previsto dal bando può arrivare fino a 24.000 euro. A questa somma può aggiungersi un ulteriore sostegno, fino a 1.000 euro, per le spese di formazione e tutoraggio effettivamente documentate.

Per le librerie già operative, il contributo viene erogato in un’unica soluzione entro 30 giorni dalla pubblicazione del provvedimento di concessione. L’erogazione resta subordinata alla verifica della regolarità previdenziale, fiscale e assicurativa del beneficiario e al rispetto delle regole europee sugli aiuti “de minimis”.

Le attività non ancora avviate possono invece chiedere un’anticipazione sulle spese documentate con preventivi: l’anticipo può essere pari al 50% dell’importo dei preventivi, entro il limite massimo del 70% del contributo riconosciuto. Per ottenerlo è necessaria una polizza fideiussoria, da presentare entro 15 giorni dalla pubblicazione del provvedimento di concessione.

Si ricorda anche che il saldo per le nuove aperture è collegato, tra gli altri aspetti, alla dimostrazione dell’avvenuta presentazione della SCIA entro i 180 giorni stabiliti. Chi ottiene il contributo deve inoltre impegnarsi a non cedere la titolarità del punto vendita e a mantenerne l’esercizio per almeno 24 mesi dalla ricezione delle somme, pena la restituzione dell’importo ottenuto.

Quando scade la domanda

La richiesta deve essere inviata esclusivamente tramite PEC all’indirizzo dg-bic.nuovelibrerie@pec.cultura.gov.it entro le ore 15:00 del 13 ottobre 2026. Per evitare l’inammissibilità, deve essere utilizzata la modulistica ufficiale predisposta dalla Direzione generale Biblioteche e Istituti culturali.

Alla domanda devono essere allegati, tra gli altri documenti:

  • Il business plan
  • L’autocertificazione di attribuzione della partita IVA
  • L’autocertificazione di iscrizione alla Gestione commercianti INPS
  • Il documento di proprietà, locazione o comodato dei locali.

Servono inoltre la dichiarazione sugli aiuti pubblici ricevuti nei tre anni precedenti e la documentazione contabile, come fatture e preventivi, intestata al richiedente o alla sua impresa.

Per la Linea 1 va aggiunta la documentazione utile a provare il possesso dei requisiti territoriali, del codice ATECO richiesto e della quota minima di fatturato proveniente dalla vendita dei libri. Per la Linea 2, invece, chi non ha ancora aperto dovrà strutturare con particolare cura il business plan, indicando tempi, spese, sostenibilità del progetto e passaggi necessari per presentare la SCIA.

Cosa controllare prima dell’invio

Il bonus Librerie under 35 può essere un’opportunità concreta per finanziare un’apertura o rafforzare una piccola attività già avviata, ma la domanda richiede un controllo rigoroso dei requisiti. Non basta rientrare nel limite di età: occorre verificare la linea applicabile, la data effettiva di avvio, l’inquadramento ATECO, la natura indipendente della libreria e la corretta documentazione delle spese.

La proroga al 13 ottobre 2026 offre qualche settimana aggiuntiva per completare il dossier, ma non conviene attendere gli ultimi giorni. Business plan, preventivi, attestazioni e dichiarazioni devono essere coerenti tra loro, perché saranno la base per valutare l’ammissibilità e la misura del contributo richiesto.